La Parola del Parroco
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30 Settembre 2014
Celebriamo oggi la Giornata per il Seminario. È una giornata a sostegno del Seminario, una realtà che sentiamo sempre più vicina, non solo perché vive nel nostro territorio, ma anche perché quest’anno ci fa sentire la sua vicinanza con la presenza di due seminaristi al pomeriggio della domenica.
Ma è comunque sempre una occasione per riflettere sul tema delle vocazioni, su cui il nostro Arcivescovo, durante quest’anno, vuole avere una attenzione particolare: è una delle tre priorità su cui lavorare; insieme al tema delle vocazioni, siamo chiamati a fermare l’attenzione sulle comunità educanti e sulla liturgia domenicale.
In queste settimane mi è frullata spesso per la mente una domanda, che nasce da una constatazione.
La constatazione è che abbiamo tanti giovani bravi, capaci di impegno quando sono stimolati (vedi i numerosi animatori all’oratorio feriale), capaci anche di decisioni forte (anche quest’estate alcuni nostri giovani hanno vissuto esperienze di volontariato e anche di missione). I nostri giovani sono davvero una concentrazione di grandi energie!
La domanda: perché tra tutte queste grandi risorse dei nostri giovani qualcuna non viene impegnata anche nella sequela totale e generosa di Gesù? L’impressione è che sul tema della vocazione i nostri giovani siano come una bomba ad alto potenziale che non riesce a scoppiare perché manca qualcuno che accenda la miccia. E così il rischio è che invece di esplodere con tutta l’energia e la creatività che possiedono, “implodano”, si chiudano in se stessi, mortificando i loro talenti e le loro capacità.
La questione, dunque, è la miccia!
Chi la può accendere? Chi può entusiasmare i giovani non solo per un grande ideale umano, ma per la grande vocazione della sequela di Gesù?
Solo Gesù! E’ Lui il fuoco che può accendere la miccia e far scoppiare la gioia della sequela, non come dei fuochi artificiali che durano solo pochi istanti, ma come fuoco vivo che non riesce ad essere contenuto ed ha bisogno di essere comunicato.
Il compito degli educatori, allora, sarà proprio questo: portare i nostri giovani a Gesù, e sarà poi Lui a infiammare il loro cuore e a renderlo pronto alla scelta di seguirlo con tutta la propria vita.
Non impediamo loro di incontrare Gesù! Ne va della loro vita e della loro gioia.