La Parola del Parroco
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14 Settembre 2014
La liturgia di oggi ci fa contemplare quello che il nostro Arcivescovo, nello scorso 8 maggio, in un grande raduno in Piazza Duomo a Milano, ha definito “Lo spettacolo della croce”.
Non è un teatro che tocca le corde dei nostri sentimenti, ma è una realtà che coinvolge la nostra vita, e proprio perché è realtà vera, è anche realtà “bella”: è – come diceva il Cardinal Martini in una sua lettera pastorale - “la bellezza che salva il mondo”.
Contemplare lo spettacolo della croce è accogliere la verità di Cristo che salva noi e tutta l’umanità. Per questo, la sera dell’8 maggio, il nostro Arcivescovo, davanti allo spettacolo della croce, ha pronunciato una solenne professione di fede.
Davanti alla Croce che oggi la liturgia ci chiede di contemplare e accogliere, anche noi, dunque, siamo chiamati a rinnovare la nostra professione in Gesù, il Figlio di Dio, che mezzo del suo sacrificio sulla croce riconcilia a sé tutta l’umanità.
Ed è proprio nella celebrazione dell’Eucaristia, memoriale della passione, morte e risurrezione di Gesù, che rinnoviamo la nostra professione di fede.
La prima a vivere lo spettacolo della croce è stata la Vergine Maria. Ai piedi della croce ha condiviso pienamente la sofferenza di Gesù, e con Gesù partecipa alla salvezza del mondo, portando nel suo cuore le sofferenza di tutti i credenti e di tutta la Chiesa: con Maria, anche tutta la Chiesa partecipa al sacrificio di Gesù sulla croce.
Ci affidiamo perciò anche a Maria, per imparare da lei a contemplare con verità lo spettacolo della croce.
Lo faremo anche con la Processione di questa sera a Venegono Inferiore. Alla sua intercessione affidiamo il cammino di tutta la Comunità Pastorale: con Maria andiamo incontro a Gesù, per incontrare in Lui la bellezza che salva il mondo.