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03 Luglio 2014
La “custodia del creato” è un tema su cui si ritrovano a dialogare e anche a collaborare credenti d religioni diverse, e anche credenti e non credenti. Il creato è la terra di tutti, è la casa in cui tutti gli uomini abitano, ed è realtà che torna a vantaggio di tutti custodirlo, rispettarlo, valorizzarlo.
Per un cristiano, poi, la custodia del creato ha una motivazione in più: è il luogo in cui Dio ha lasciato la sua impronta, e riconoscere questa impronta significa ritrovare quell’armonia originaria che apre il cuore alla lode e alla preghiera.
Il tempo d’estate che stiamo vivendo è un invito a riconoscere i segni di Dio presenti nel creato, ed è anche tempo per lodare il Signore per questo suo immenso grande dono che è la creazione, in tutta la sua varia e sempre stupefacente ricchezza.
Custodire il creato nella sua bellezza è perciò condizione per poter riconoscere in esso un segno stesso della bellezza di Dio.
Tra le realtà del creato che vanno custodite e non sciupate o trascurate c’è la realtà del nostro corpo, il corpo dell’uomo e della donna che è “immagine di Dio” e “tempio dello Spirito Santo”. È per questo che il nostro corpo va rispettato, e non usato, perché possa essere il linguaggio attraverso cui noi diciamo chi siamo, che cosa vogliamo, quali sono i valori in cui crediamo.
Purtroppo capita anche che il nostro corpo lanci messaggi sbagliati: di ricerca di sé, di apparenza più che di sostanza, a volte anche di trasgressione; tutto ciò impoverisce e, addirittura, deturpa la bellezza del corpo umano. C’è bisogno di una “ecologia del corpo”, di un rispetto del corpo che un tempo aveva un altro nome ma che non ha ancora perso il suo valore: è il valore della purezza, che non è altro che la custodia della bellezza del corpo umano. Perché dovrebbe valere la bellezza di un diamante, o dell’acqua, o di un alimento e non la purezza del corpo?
Tempo d’estate. È tempo per custodire la bellezza del creato, la bellezza e la purezza del corpo umano. È tempo in cui il nostro corpo possa diventare lode vivente al creatore di tutte le cose, a colui che ha voluto che anche noi godessimo della bellezza delle realtà create, anche attraverso il linguaggio del silenzio e della preghiera, ovunque ci troveremo a vivere l’estate.