La Parola del Parroco
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25 Maggio 2014
“La pietra scartata dai costruttori è diventata la pietra d’angolo”.
Tra le immagini con cui Gesù viene definito c’è anche quella della pietra. Quella della pietra è una immagine cara ai popoli del medio oriente, abituati a scenari fatti di sabbia e di pietre. È una immagine cara sia alla religione ebraica che alla religione musulmana: sul monte Moria Abramo stava per consumare il sacrifico del suo Figlio Isacco; sempre da quel monte Maometto avrebbe spiccato il volo verso i cieli: lì, oggi, sorge la Cupola della roccia, la grande moschea così importante per la religione islamica.
Al tempo di Gesù, perciò, quando si parlava di roccia si evocavano significati molto profondi, radicati dentro la tradizione culturale e religiosa di quel tempo. I discepoli di Gesù, quando parlano di Lui come di una roccia, hanno certamente però nella mente anche un’altra roccia, poco distante dal Monte Moria: è la roccia del Calvario, dove è stata confitta la croce di Gesù, nel cuore del mondo, nel centro della terra. Insieme a questa roccia potremmo ricordare altre “rocce” che hanno segnato la vita di Gesù, tra cui la roccia del primato e la roccia dell’agonia. Ma la vita di Gesù converge tutta sulla roccia del Calvario, dove Gesù ha consumato il dono totale di sé per la vita del mondo.
Credere a Gesù “pietra angolare” significa fondare la nostra vita sulla croce di Gesù, sul suo dono d’amore, e imparare anche noi a fare della nostra vita un dono d’amore. Ciò che sembra fallimentare nella vita di Gesù, la croce, è invece il principio di una nuova umanità; ciò che sembra inutile e improduttivo è invece l’albero da cui il mondo riceve la sua linfa vitale.
Anche Gesù – potremmo dire con un linguaggio caro a Papa Francesco – ha sperimentato cosa vuol dire essere “scartato”, in mille, modi, fino al rifiuto assoluto della croce, ma da ciò che il mondo ha scartato è venuta alla luce la pietra angolare.
Aggrappiamoci a questa pietra. Non releghiamo Gesù e la sua croce ai margini della nostra vita; accogliamo e viviamo il messaggio d’amore che è generato dalla croce. Anche noi saremo pietre vive nell’edificio della Chiesa, che è il Corpo di Gesù.