La Parola del Parroco
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24 Maggio 2026
Ha generato un’eco nei telegiornali e nei social media, ma anzitutto stupore negli avvocati difensori dei due giovani maggiorenni che, assieme ad alcuni ragazzini, mesi fa hanno picchiato e accoltellato, quasi uccidendolo, Davide Simone, a Milano. Che cosa è successo tanto di straordinario da suscitare ammirazione ma anche incomprensione? Davide Simone, prima della Camera di Consiglio nel processo con rito abbreviato contro i suoi aggressori, ha chiesto al giudice di potersi avvicinare e abbracciare i due imputati. Cosa che poi è avvenuta. I tre hanno anche a lungo parlato. Poi è stata emessa la sentenza severa (20 anni di carcere all’accoltellatore). Il gesto di Davide Simone ha dimostrato la grande forza del perdono. E ha spiegato: «Non sono felice, quando uno immagina cosa voglia dire per un ragazzo così giovane una condanna a 20 anni: farebbe male a chiunque. Le scuse le ho ricevute da entrambi… Per una vittima non c’è nulla di meglio che il reale pentimento dei suoi aggressori».
Quando ho ascoltato le interviste a Davide Simone e la sua lunga lettera in cui ha spiegato ciò che ha vissuto in questi mesi e la scelta del perdono, mi sono detto: “Ecco in azione lo Spirito di Dio!”. Non è questione di mettere l’etichetta “cattolico” a questo gesto così bello, ma di saper riconoscere l’azione dello Spirito di Gesù che ci ha lasciato il comando di amarci come lui ha amato e lui ha anche perdonato chi lo uccideva. Oggi celebriamo la solennità di Pentecoste in cui riceviamo il dono dello Spirito santo e in cui si compie in pienezza il mistero pasquale e nello stesso tempo viene dato compimento al disegno di salvezza di Dio. È il disegno di incamminare tutta l’umanità verso la casa del Padre vivendo quella piena fraternità nella diversità che è frutto dell’amore insegnato da Gesù e donato a tutti per mezzo del suo Spirito. E dove c’è l’amore vissuto come Gesù, lì agisce con forza lo Spirito che – diremo nella liturgia odierna – rinnova la faccia della terra. Per questo anche ogni gesto di perdono, come quello di Davide Simone (e credo che ce ne siano tanti altri, anche se non risaputi), sono espressione di questa forza dello Spirito che il Signore Risorto continua a donare. E lo dona anche oggi a questa umanità segnata dalle guerre, dalla prepotenza di chi – come a Babele – vuole unire il mondo con la violenza, il dominio, l’oppressione.
Apriamo allora i nostri cuori di credenti al dono dello Spirito perché rinnovi in noi l’impegno a vivere e a diffondere il Vangelo della vera fraternità testimoniando con le parole e con i fatti quell’amore che Gesù ci ha insegnato, sapendo anche perdonare a chi ci fa del male (e molte nostre famiglie ne hanno bisogno!).