La Parola del Parroco
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29 Marzo 2026
Ci sono molti santi che, pur con vocazioni diverse e con differenti ambiti in cui hanno percorso il cammino di santità, però hanno fatto della contemplazione del crocifisso e della lettura dei racconti evangelici della passione di Gesù un elemento importante della loro spiritualità. Pensiamo a San Francesco, il santo della povertà, della carità, della fraternità, che ricevette anche le stigmate. Egli ci aiuterà nella Via Crucis del Venerdì Santo. Anche san Carlo Borromeo, il grande vescovo milanese che riformò la Chiesa ambrosiana, passava ore davanti al crocefisso (quello che teneva nelle sue stanze è conservato nel nostro seminario); si recava poi spesso al Sacro Monte di Varallo dove erano stati ricreati i luoghi della passione e morte del Signore. Le beate Caterina e Giuliana del Sacro Monte di Varese, che diedero vita alle nostre suore di clausura (le Romite Ambrosiane), amavano meditare sui vangeli della passione tanto che di Caterina si racconta che «ogni giorno recitava il “Passio” di san Giovanni, e lo diceva con tanto fervore, devozione e lacrime che noi stimavamo che lo Spirito santo glielo avesse insegnato».
Mi ha sempre fatto riflettere questa “devozione” spirituale che sosteneva la fede e la vita evangelica. Lo ritengo un invito per noi tutti a iniziare questa Settimana Santa, dopo aver compiuto il cammino quaresimale, con maggiore impegno. Dobbiamo anche noi desiderare di vivere le liturgie del Triduo e il tempo che dedicheremo alla preghiera allo “scurolo” o davanti al crocefisso, con la consapevolezza di celebrare il mistero che sta al centro della nostra fede e con la dovuta concentrazione nella contemplazione dell’amore fedele di Dio che giunge fino all’estremo.
Anche noi, pur con vocazioni diverse, con cammini di fede differenti; impegnati o meno nelle attività parrocchiali; praticanti o no; tutti comunque siamo chiamati a trovare nella contemplazione della croce, nell’ascolto o lettura dei capitoli dei vangeli che narrano la passione, morte e risurrezione di Gesù, la sorgente del nostro rapporto con Dio, il motivo di ogni nostro gesto d’amore, la forza di ogni nostro impegno pastorale o civile a servizio della comunità e del prossimo. Per questo invito a trovare il tempo per partecipare al Triduo o per pregare con più calma davanti al Crocefisso. Almeno per comprendere ancora di più fino a dove Dio ci ha amati e ci ama, come ci dice San Giovanni apostolo: «In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma Dio ha amato noi e ha mandato suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati» (1Gv 4,10).