La Parola del Parroco
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15 Marzo 2026
Settimana scorsa ho incontrato i due Consigli per gli Affari Economici delle due parrocchie, principalmente per esaminare il rendiconto economico relativo all’anno solare 2025 e poi per prendere in considerazioni problematiche e necessità legate alla gestione delle strutture della nostrra Comunità. Vorrei ringraziare i membri di questi due Consigli che con le loro competenze mi aiutano nell’onere gravoso della conduzione economica, amministrativa e tecnica delle parrocchie. Essi mettono a disposizione gratuitamente competenza, professionalità e passione. In un recente incontro dei parroci della Zona pastorale di Varese con la presenza dell’Arcivescovo, è stato evidenziato come la gestione delle strutture delle parrocchie, sorpattutto quelle inserite in una Comunità Pastorale con un unico Responsabile-parroco, assorba molto tempo, chieda sempre più competenze e necessiti non solo di volontari (molto generosi) ma anche di figure professionali retribuite (con aggravio quindi dei costi di gestione per le parrocchie). Tuttavia se si vuole che i preti si dedichino maggiormente al loro ministero, credo sia importante creare (a livello decanale, magari) la figura di un economo competente e retribuito che segua tutte le questioni gestionali, con la vigilanza dei Consigli Pastorali e di quelli degli Affari Economici. Spero he la Diocesi arrivi a decisioni significative.
Circa i rendiconti delle nostre parrocchie, nell’anno 2025 si sono registrati, da un lato un calo delle offerte “ordinarie” (quelle raccolte durante le Ss. Messe, date in occasioni di Battesimi o funerali o per ricordare i propri defunti nelle celebrazioni ecuaristiche o in occasione del S. Natale) e, dall’altro, un aumento dei costi di gestione (in particolare la voce riscaldamento). Ritengo che sia un trend negativo che difficilmente invertirà la rotta poiché il senso di appartenenza alla Comunità diventa sempre più debole e quindi anche il senso del “dovere” di contribuire alla gestione economica di essa e delle sue strutture. Per altro le stesse strutture parrocchiali sono richieste da vari enti e associazioni che danno un’offerta per l’uso che ne fanno, non essendoci nei nostri paesi altri ambienti disponibili (se non a costi significativi), come per esempio le nostre scuole che usano il salone del Centro Shalom per le rappresentazioni teatrali. Sarà necessario in futuro pensare a nuove fonti di reddito più stabili (era il senso degli antichi “benefici parrocchiali), senza venir meno alla carità e alla solidarietà verso i bisognosi.