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22 Febbraio 2026
Anche se in tono più dimesso rispetto al rito del Mercoledì delle Ceneri celebrato nel Rito Romano, anche noi oggi iniziamo la Quaresima ambrosiana con l’imposizione delle ceneri sul capo. È un antico gesto penitenziale che simboleggia la fragilità della nostra vita (una delle formule del rito recita: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”), la condizione di peccatori che possono contare soltanto sulla misericordia di Dio che accoglie il nostro impegno a cambiare vita (l’altra formula: “Convetiti e credi al Vangelo”).
Papa Leone nell’omelia del Mercoledì delle Ceneri, ha ricordato come 60 anni fa San Paolo VI volle celebrare il rito quaresimale durante un’Udienza generale per dare maggiore visibiltà al gesto. Ha commentato Papa Leone: «Ne parlò come di una “severa e impressionante cerimonia penitenziale”, che urta il senso comune e allo stesso tempo intercetta le domande della cultura. Diceva: “Ci si può chiedere, noi moderni, se questa pedagogia sia ancora comprensibile. Rispondiamo affer-mativamente. Perché è pedagogia realista. È un severo richiamo alla verità. Ci riporta alla visione giusta della nostra esistenza e del nostro destino”.
Questa “pedagogia penitenziale” – diceva Paolo VI – “sorprende l’uomo moderno sotto due aspetti”: il primo è “quello della sua immensa capacità di illusione, di auto-suggestione, di inganno sistematico di sé stesso sopra la realtà della vita e dei suoi valori”. Il secondo aspetto è “il fondamentale pessimismo” che Papa Montini riscontrava ovunque: “La maggior parte della documentazione umana offertaci oggi dalla filosofia, dalla letteratura, dallo spettacolo – diceva – conclude per proclamare l’ineluttabile vanità di ogni cosa, l’immensa tristezza della vita, la metafisica dell’assurdo e del nulla. Questa documentazione è un’apologia della cenere”.
Ma l’annuncio cristiano che risuonerà al termine del cammino quaresimale, nella solenne Veglia Pasquale: “Cristo Signore è risorto!”, ci dice che come all’inizio della creazione la polvere con cui fu impastato l’uomo ricevette il soffio vitale di Dio e così divenne «un essere vivente», allora sulla cenere della nostra fragilità, sulla cenere di un mondo che viene distrutto dalle guerre, dall’inquinamento e sfuttamento della terra, del diritto internazionale spesso violato, si erge vittorioso il Signore Risorto che con il suo soffio vitale ci ridona la vita vera a chi lo accoglie come remissione dei peccati e come grazia che dà la forza di ricostruire un mondo nuovo.
Buona Quaresima!