La Parola del Parroco
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25 Gennaio 2026
La nostra Chiesa ambrosiana celebra oggi la festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe. Contemplandola in quei pochi episodi che sono narrati dai Vangeli in cui essa è protagonista, siamo chiamati a gioire per il dono delle nostre famiglie e per quello che si vive in esse, piccole Chiese domestiche. Proprio perché tali, la nostra Diocesi ci invita a riflettere su come si vive la “sinodalità” in famiglia, tema che in questi ultimi anni è al centro delle riflessioni della Chiesa universale e delle Diocesi italiane e nostra.
Ci viene dato uno spunto: «La famiglia è scuola di sinodalità per tutti e la Chiesa da questo dono riceve la capacità di vedere in azione l'amore di Dio, che è comunione, nei gesti quotidiani delle famiglie». Mi torna in mente l’immagine dell’Aula Paolo VI in Vaticano dove si è svolto il Sinodo della Chiesa: tanti tavoli tondi attorno a cui erano seduti i “padri sinodali” (compreso il papa). Stessa scena si è ripetuta per il recente Concistoro dei cardinali. Mi ha fatto venire in mente le tavole delle nostre case attorno a cui ci si siede per i pasti o per le “riunioni di famiglia” per discutere di questioni importanti. Immagino le dinamiche del confronto in cui parla un genitore, poi prende la parola un figlio e poi l’altro; interviene anche il nonno o la nonna. Ci si ascolta, forse ci si “scalda” perché emergono problemi. Si dà importanza anche al figlio più piccolo perché anche lui ha da dire la sua. Così come si attinge alla saggezza degli anziani nonni (senza tacciarli dicendo che sono “di un’altra epoca” e capiscono poco la modernità).
Forse è una rappresentazione ideale di quello che accade in famiglia. Tuttavia ci sono altri piccoli e quotidiani gesti che anzitutto esprimono la comunione che unisce i membri di una famiglia, pur nei diversi ruoli che si vivono e che diventano “scuola” per tutta la Comunità cristiana. Se l’amore nutre ogni rapporto, allora ognuno è riconosciuto artefice dell’unione della famiglia e ha il “potere” (non l’autorizzazione) costruire la comunione con il proprio ruolo, la propria specificità e i propri carismi. Così deve avvenire anche nella Chiesa in cui ogni battezzato è chiamato a costruire la comunione, vivendo la sua vocazione, il suo carisma, il suo ruolo.
Preghiamo allora per le nostre famiglie perché siano scuola di comunione come vorrebbe essere anche la nostra Comunità, secondo quanto ci chiede il progetto pastorale. Preghiamo per le famiglie in difficoltà soprattutto a causa delle divisioni e della mancanza di comprensione reciproca e rischiano la disgregazione.