La Parola del Parroco
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18 Gennaio 2026
Inizia oggi l’Ottavario (o settimana) di preghiera per l’unità dei cristiani. L’idea di questa iniziativa venne a due pastori anglicani nel 1908, ma ricevette un impulso decisivo da parte di un abate cattolico francese nel 1933 arrivando così ad essere vissuta dalla maggior parti delle Chiese cristiane dal 1948 anche con la nascita del Consiglio ecumenico delle Chiese. Dunque le varie “confessioni” cristiane (così sono dette le diverse Chiese: cattolica ortodossa, protestante, anglicana…) si riuniscono in questi otto giorni a pregare per l’unità di tutti coloro che credono in Gesù Cristo e che hanno in comune l’unico Battesimo ma che ora sono divisi tra loro
Forse noi non avvertiamo l’importanza di questa preghiera. Non ci sono tra noi comunità numericamente significative di altre confessioni cristiane che possono evidenziare le differenze (e la divisione). Abbiamo certo rapporti personali con cristiani non cattolici (soprattutto con badanti ortodosse), ma spesso ci fermiamo alla curiosità di conoscere le diversità “teologiche” o le particolarità liturgiche. Se da una parte ciò facilita buoni rapporti con chi non è cattolico (diversamente da altre parti del mondo in cui, purtroppo, ci sono contrasti tra le diverse confessioni), dall’altra non possiamo ignorare la sofferenza per le divisioni (nate per tanti motivi nel passato) che ancora sussistono.
Soprattutto in questi tempi in cui si accentuano divisioni nel mondo che portano conflitti e guerre, l’impegno a ritrovare l’unità diventa impellente in coerenza con la preghiera – che non deve cessare! – per la pace. Nello stesso tempo si deve ritrovare l’unità per essere unanimi nel condannare le guerre e ogni genere di prepotenza nazionale. Ha scritto papa Leone nel suo messaggio per la Giornata della pace del 1° gennaio scorso: «Purtroppo, fa sempre più parte del panorama contemporaneo trascinare le parole della fede nel combattimento politico, benedire il nazionalismo e giustificare religiosamente la violenza e la lotta armata. I credenti devono smentire attivamente, anzitutto con la vita, queste forme di blasfemia che oscurano il Nome Santo di Dio. Perciò, insieme all’azione, è più che mai necessario coltivare la preghiera, la spiritualità, il dialogo ecumenico e interreligioso come vie di pace e linguaggi dell’incontro fra tradizioni e culture».
Impegniamoci allora in questa settimana a recitare ogni giorno questa breve preghiera: «Sigore Gesù Cristo dona a tutti coloro che credono in te di essere uniti nella fede, nella speranza e nella carità. Amen».