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14 Dicembre 2025
Ci stiamo avvicinando al Santo Natale. Siamo infatti alla Quinta domenica di Avvento e tra una decina di giorni celebreremo con gioia la nascita di Gesù, nostro unico e necessario Salvatore. Immagino che saranno giorni frenetici per i preparativi: la corsa ai regali, l’allestimento delle case (soprattutto per chi non ha fatto a tempo l’8 dicembre a fare il presepe o l’albero di Natale), la spesa per i vari pasti… E che dire delle cene aziendali o di quelle della squadra o degli amici della palestra…
Dentro questo bailamme vorrei invitarvi a trovare anche il tempo anzitutto per pregare. E sarebbe bello che ciò avvenisse pure in casa con la famiglia. Intuisco che la preghiera è assente nella vita quotidiana di molti battezzati e di molte famiglie (anche se comprendo che sia più difficile trovarsi in famiglia a pregare…). L’intuizione è supportata dal fatto che in questi giorni, confessando i ragazzi e chiedendo di recitare l’Ave Maria, diversi ammettono di non “saperla”. Invito allora chi non prega (quasi) mai a impegnarsi a farlo almeno in questi giorni e soprattutto il giorno di Natale. Almeno personalmente. Magari davanti al presepe. Oppure facendo un salto in chiesa. Certo sarebbe bello farlo anche in famiglia. Non sapete come fare? Usate le preghiere tradizionali oppure mettetevi in ascolto di un canto (religioso) di Natale: Tu scendi dalle stelle…, Astro del ciel… E magari cantatelo assieme (non importa se si è stonati!).
Il secondo invito: celebrate il sacramento della “confessione”, che dovremmo imparare a chiamare “della riconciliazione” con Dio e con i fratelli e le sorelle nella fede. Come vedete in questo foglietto, le occasioni sono diverse nelle nostre due parrocchie (evidentemente si può andare altrove) È importante “programmare”, cioè decidere data e orario e metterle in calendario, organizzandosi per preservare questo tempo. Se ci stiamo preparando alla nascita del Salvatore è necessario sperimentare la salvezza che lui dona proprio nel perdono, come dice anche il “cantico di Zaccaria”: «per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati». Due attenzioni da esercitare: prepariamoci alla confessione facendo l’esame di coscienza preferibilmente non all’ultimo momento altrimenti si rischia di confessare gli stessi “peccati” come da bambini o di dire “non mi pare di avere peccati”; poi usare il tempo della confessione per accusare i propri peccati e le circostanze senza dilungarsi (se si avverte la necessità di uno “sfogo” è meglio prendere un appuntamento successivo con il confessore).
Spero che questi “preparativi” del cuore ci aiutino a non dimenticare che il Natale è quello di Gesù!