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16 Novembre 2025
Iniziamo il tempo di Avvento e con esso un nuovo Anno Liturgico. Lo vivremo in questo ultimo scorcio del Giubileo ordinario (che si concluderà il prossimo 6 gennaio). Scriveva papa Francesco concludendo la “Bolla di indizione”: «Il prossimo Giubileo, dunque, sarà un Anno Santo caratterizzato dalla speranza che non tramonta, quella in Dio. Ci aiuti pure a ritrovare la fiducia necessaria, nella Chiesa come nella società, nelle relazioni interpersonali, nei rapporti internazionali, nella promozione della dignità di ogni persona e nel rispetto del creato. La testimonianza credente possa essere nel mondo lievito di genuina speranza, annuncio di cieli nuovi e terra nuova (cfr. 2Pt 3,13), dove abitare nella giustizia e nella concordia tra i popoli, protesi verso il compimento della promessa del Signore».
L’Avvento è il tempo dell’attesa suscitata da una promessa: quella della venuta del Salvatore. Se da un lato riviviamo l’attesa da parte del popolo di Israele del compimento della promessa della venuta del Messia (Cristo) Salvatore, dall’altro lato noi che crediamo che questa promessa sia già compiuta in Gesù, attendiamo che la salvezza da Lui donata, cioè la vita nuova, piena e definitiva nell’amore, raggiunga ogni uomo, ogni angolo del mondo perché siano cieli nuovi e terra nuova. Allora viviamo questa attesa al modo della speranza cristiana. Infatti, già sperimentiamo la salvezza, già abbiamo la vita nuova in noi, mediante il Battesimo e di essa già ne godiamo la bellezza e la felicità. Nello stesso tempo la speranza ci sprona a darci da fare. L’invito a vegliare nell’attesa non è infatti esortazione stare con le mani in mano aspettando che piova qualcosa dal cielo. Invece è sprone a far fruttificare l’amore che «è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito».
Papa Francesco, nelle parole citate, invitava a ritrovare fiducia nelle relazioni interpersonali, in questo Anno santo. Allora invito tutti, soprattutto quelli che già hanno ricevuto l’indulgenza anche varcando le porte sante o visitando le chiese giubilari, a vivere questo tempo d’Avvento proprio impegnandosi a ravvivare una o due relazioni che in questi ultimi tempi si sono raffreddate (per tanti motivi) anche andando a fare visita a quelle persone. Fatelo fissando un appuntamento (e quindi non “visita a sorpresa”) e così si sperimenterà il significato dell’attesa dell’incontro, comprendendo meglio che cosa significhi attendere la venuta del Signore. Inizieremo così a costruire cieli nuovi e terre nuove.
Buon cammino d’Avvento!