La Parola del Parroco
Home > La Parola del Parroco > La Parola del Parroco del 09 Novembre 2025
09 Novembre 2025
Siamo giunti all’ultima domenica dell’Anno Liturgico. Per noi ambrosiani, infatti, da domenica prossima ne inizierà uno nuovo con il Tempo dell’Avvento che apre il primo, ciclo, dei tre, chiamato “Mistero dell’Incarnazione” (che unisce Tempo di Avvento, Tempo di Natale, Tempo dopo l’Epifania). Similmente a ciò che avviene alla fine dell’anno solare, potremmo fare un bilancio: come abbiamo vissuto questo Anno Liturgico che ci ha fatto vivere i misteri della fede cristiana, dalla nascita alla Pasqua di Gesù, fino alla Pentecoste con la missione della Chiesa? Ci siamo più uniformati a Gesù? Siamo maturati nella fede? Lascio a ciascuno l’impegno a rispondere.
Da alcuni decenni in questa domenica conclusiva celebriamo la Giornata della Caritas e da nove anni, per noi ambrosiani, la Giornata Mondiale dei Poveri. Circa quest’ultima spero abbiate letto il messaggio di papa Leone, inserito nel foglio informativo di domenica scorsa. La Giornata della Caritas anzitutto mi permette di ringraziare a nome di tutta la Comunità e soprattutto a nome di tutte le persone bisognose aiutate, i volontari delle nostre due Caritas parrocchiali che hanno visto la presenza di nuovi volontari, di cui c’è sempre bisogno. Posso attestare di essi la passione, l’impegno costante, l’intelligenza creativa e l’affetto verso tutte le persone che si rivolgono a loro. Certamente è da ribadire sempre che l’impegno caritativo non deve essere demandato a loro ma tutti, per essere cristiani autentici, devono trovare il proprio modo di vivere la carità. Sono certo che molti lo fanno nell’anonimato o senza che altri lo sappiano.
Il tema scelto dalla nostra Diocesi per la Giornata Caritas di quest’anno è: “Sinodalità e carità. Il servire che unisce”. Esso riprende la proposta del nostro Arcivescovo per questo anno pastorale incentrata sulla sinodalità e l’esercizio del potere come servizio. Se da una parte si deve vigilare affinchè anche nel fare la carità non si ceda alla logica del potere (di chi aiuta su chi è aiutato) e nei gruppi che fanno carità si viva la corresponabilità imparando a prendere decisioni assieme senza prevaricare, dall’altra dobbiamo impegnarci a coniugare, attraverso le nostre Caritas, la sinodalità in modo che anche la nostra Comunità si rinnovi, come scrive mons. Delpini, «nell’accogliere, nell’ascoltare, nel prenderci cura di tutti: todos, todos, todos…. (come diceva papa Francesco). Perché tutti si sentano accolti, chiamati a conversione, destinatari di una vocazione».