La Parola del Parroco
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02 Novembre 2025
In questi giorni i nostri cimiteri saranno affollati in occasione di questa ricorrenza annuale in cui la Chiesa ci chiede di ricordare tutti i nostri cari defunti e pregare per loro. Penso poi che tutti in casa propria custodiscano le fotografie dei propri defunti. Alcuni accendono anche un lumino; c’è chi pure mette vicino un mazzettino di fiori. È un modo per tenere desta la loro memoria, per onorarli o per sentirli ancora presenti. Spero però che sia anche un modo per ricordarsi di pregare per loro. Per alcuni è l’alternativa alla visita al cimitero che non è più vissuta normalmente (se non in questi giorni). Infatti, più volte mi è capitato di ascoltare anziani che hanno disposto per sé, una volta morti, la cremazione e la dispersione delle ceneri: “Tanto non verranno mai a trovarmi al cimitero e non avranno neanche il fastidio di curare la tomba, di pagare le spese cimiteriali”. Constatazione un po’ reale che mi mette tristezza.
Certamente si può affermare che importante è conservare il ricordo dei defunti da parte dei vivi, sapendo che poi la successione delle generazioni farà cadere inevitabilmente nell’oblio i nomi degli avi (a meno di fare una ricerca genealogica…). Per questo chiamiamo “monumenti” anche le tombe, nome che vuol proprio dire “ricordo” certo più tenace rispetto alla debole memoria umana. Mi piace però pensare che il monumento funebre sia anche un “monito” ai viventi, come afferma la celebre frase: “Ricòrdati che devi morire!” (in latino suona: Memento mori). E oggigiorno forse è bene dircelo quando pensiamo di essere eterni (e a volte indispensabili) su questa terra e quindi una visita al cimitero farebbe proprio bene. Oltre il ricordo però è importante per noi credenti pregare per i morti. Anzitutto perché, pregando, confessiamo la nostra fede nella risurrezione, nella vita dopo la morte: che senso avrebbe pregare se pensiamo che i nostri defunti non esistano più? Invece con fede preghiamo per loro perché siano purificati tolmente dai peccati commessi in vita e possano entrare nella piena comunione con Dio, in paradiso. La forma più alta di questa preghiera è la S. Messa in cui sempre ricordiamo i nostri defunti e a volte per alcuni in particolare, secondo la volontà dei famigliari. Anche questa usanza sta venenedo meno. Eppure proprio rinnovando nei segni eucaristici la morte e risurrezione di Gesù entriamo in comunione con Lui e attraverso di Lui tutti i morti che sono in comunione con Lui; e quindi entriamo in comunione reale (più del ricordo!) con loro così che ancora possano elargire a noi l’amore che ci hanno donato in vita e soprattutto ricordarci: Ricordati che devi risorgere!