La Parola del Parroco
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26 Ottobre 2025
Nella nostra Diocesi oggi si celebra la Giornata Missionaria Mondiale. A proposito del tema della missione, riporto alcune frasi del nostro Arcivescovo scritte nella sua proposta pastorale di quest’anno, Tra voi non sia così. Parole provocanti con una analisi forse impietosa ma realistica: “Il tema della missione è imbarazzante per le nostre comunità. La riduzione della natura missionaria della Chiesa a luogo comune è l’anestetico che spegne l’inquietudine e l’interrogativo della missione. L’imbarazzo segnala forse una crisi di fede che spegne ogni desiderio di condivisione, convince alla reticenza a proposito di Gesù, della sua promessa, della sua missione di unico salvatore del mondo. L’annuncio della risurrezione di Gesù, fondamento della nostra fede, rischia di essere offerto come un assioma un po’ improbabile, come un “amen” convenzionale. Perciò – a quanto sembra – non suscita entusiasmo, non irradia gioia, non offre ragioni per la speranza”.
È vero! Pur ribandendo nei nostri incontri, nelle mie omelie, nei documenti che la natura della Chiesa è quella di essere missionaria e che ogni battezzato è chiamato ad essere missionario annunciando il Vangelo di Gesù; pur ospitando e conoscendo bene i missionari comboniani nella nostra Comunità, pare proprio che “missione” sia una parola tanto usurata quanto poco vissuta. Mons. Delpini evidenzia una reticenza, cioè un “mutismo” circa la fede: non ne parliamo (se non in chiesa o in gruppi parrocchiali) e non sappiamo parlarne quasi che non avessimo più la grammatica della fede. Proprio per spiegare la missione, si evidenzia che, quando uno fa un’esperienza straordinaria (anche l’innamoramento), prova una gioia incontenibile tanto da dover dire ad altri quello che ha vissuto, altrettanto dovrebbe accadere per l’esperienza dell’incontro con il Signore Risorto, con la fede. Appunto: ma la mia fede scaturisce da questo incontro? O è solo una religiosità ricevuta in famiglia, costituita da gesti e parole (anche sacre) che però sono “vuote”?
Torniamo allora a parlare di Dio. Non di un Dio qualunque, ma del Dio di Gesù Cristo, morto e risorto che ci dona la vita vera che si sperimenta nell’amore di chi dona. Questo Dio l’abbiamo veramente incontrato? Ne abbiamo fatto viva esperienza proprio vivendo l’amore, il servizio? Torniamo a parlare di quello che viviamo nella fede in Lui. Se veramente sperimentiamo la gioia della fede e la gioia dell’amore troveremo parole e gesti per annunciarla agli altri.