La Parola del Parroco
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19 Ottobre 2025
La festa del nostro Duomo di Milano, di cui oggi ricorre l’anniversario della dedicazione a Dio e a S. Maria Nascente, ci induce a pensare alla bellezza e alla maestosità della nostra cattedrale ambrosiana. È la chiesa madre di tutte le chiese della nostra Diocesi. È “la casa di Dio” nel cuore di Milano. Casa tra le case… per ricchi! È infatti noto come nel nostro capoluogo sia sempre più difficile trovare una casa a costi (di acquisto o di affitto) accessibili avendo un “normale” stipendio. Lo sanno bene anche gli studenti universitari e i lavoratori non residenti. Tuttavia il problema “casa” non è solo di Milano ma in molti paesi in Italia. È cronaca di questi ultimi giorni i suicidi o, peggio, la distruzione dolosa di una casa (con morti) da parte di chi aveva ricevuto uno sfratto esecutivo.
Come risaputo il nostro Arcivescovo (chissà forse pensando proprio alla preziosità del Duomo…) ha promosso in Diocesi il Fondo Schuster per aiutare le famiglie che cercano casa, come fece il nostro Beato protettore nel dopoguerra. Il Fondo si prefigge di dare garanzie a proprietari di immobili privati, di finanziare ristrutturazioni di appartamenti di privati in vista di affitti calmierati e di dare contributi alle famiglie per il sostegno delle spese abitative. Credo che sia una opportunità anche per i proprietari di case sfitte nei nostri due paesi nei quali il problema sussiste. Alle nostre Caritas infatti arrivano spesso richieste di alloggi in affitto (oltre che di lavoro). Come più volte ho detto, la questione è complessa e non facilmente risolvibile. Personalmente ho sempre voluto che gli appartamenti delle nostre parrocchie fossero dati a famiglie bisognose (anche accollandosi qualche rischio). A Venegono Inferiore la parrocchia si è resa disponibile in questi anni a concedere un appartamento per stranieri che sono inseriti nel progetto ministeriale “SAI” a cui il Comune ha aderito. È il “Sistema di Accoglienza e Integrazione”, un sistema nazionale che si occupa di accogliere e supportare richiedenti e titolari di protezione internazionale e altri soggetti vulnerabili in Italia. In questo momento stiamo ospitando una famiglia ucraina. Purtroppo non potremo più offrire questa opportunità per le note vicende legate alle strutture parrocchiali. Tuttavia dispiace dover recedere da questo progetto (che prevede molte garanzie per i proprietari) e faccio un appello a chi può dare un alloggio per questo progetto. Altrimenti che cosa serve onorare la casa di Dio se poi non onoriamo i poveri che non hanno una casa?