La Parola del Parroco
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12 Ottobre 2025
Sabato scorso e oggi ricorrono anniversari significativi per gli asili dei nostri due paesi. Sabato scorso, nella memoria liturgica di San Francesco, l’asilo di Venegono Inferiore, a lui intitolato, ha festeggiato 80 anni dall’apertura dell’attuale sede. Ieri e oggi a Venegono Superiore, nel contesto della festa patronale, si celebrano i 125 anni dell’inaugurazione dell’Asilo P. Busti.
Una prima considerazione: al cuore dei nostri Asili è l’educazione integrale della persona umana, con un esplicito riferimento ai valori cristiani. Spesso si sente parlare di “emergenza educativa” e della fragilità dei giovani genitori. Credo importante andare oltre gli allarmismi e i giudizi, per allearsi (asili, genitori, comunità cristiana, Stato e società civile) nell’opera educativa, favorendola con tutti i mezzi possibili, rendendosi tutti disponibili a contribuire, ciascuno per la sua parte, nella consapevolezza che oggi è tutta la famiglia a essere bisognosa di educazione e formazione e per questo deve essere messa in grado di essere aiutata (a partire dalla disponibilità dei genitori stessi).
La seconda considerazione che faccio prende spunto dal Piano Pastorale della nostra Comunità. Come già detto, esso ci chiede di camminare assieme per diventare casa e scuola di comunione e di fraternità. Ora è da evidenziare come proprio gli asili sono il luogo dove si vive la socializzazione secondaria (dopo quella primaria in famiglia). È in essi che educhiamo i nostri bambini a vivere relazioni buone, fraterne, l’accoglienza reciproca, l’inclusione, la concordia. È quindi interesse della Comunità Pastorale collaborare con gli asili nell’impegno a educare alla comunione (non solo tra bambini ma anche tra genitori).
Ultima considerazione: i due asili beneficiarono della donazione di terreni o somme di denaro da parte di uomini e donne generosi. Essi credevano fermamente nell’importanza dell’aiuto alle famiglie nell’opera educativa dei figli all’inizio dell’industrializzazione dei nostri paesi e anche per un cambiamento culturale dal punto di vista pedagogico. Certamente erano benefattori che avevano significative disponibilità economiche. I tempi sono cambiati ma ritengo che ancora i nostri asili meritino anche un sostegno economico anche con piccole elargizioni. Nello stesso tempo è ormai necessario superare certe posizioni ideologiche che impediscono di riconoscere di fatto (e non solo sulla carta bollata) il servizio pubblico reso dalle scuole paritarie che non possono vivere solo di contributi statali elargiti con il contagocce, soprattutto per quanto riguarda la scuola dell’infanzia che in molti paesi è presente unicamente con la gestione di enti “privati".