La Parola del Parroco
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28 Settembre 2025
Una persuasione sta sempre più rafforzandosi in me: il futuro delle parrocchie, delle comunità cristiane sta nella riscoperta, nella creazione di nuove relazioni fraterne nella Comunità, dalle quali poi deve iniziare un serio cammino di maturazione nella fede per diventare cristiani adulti. Per secoli la Chiesa ha giovato della socializzazione, della rete di relazioni famigliari facendo coincidere parrocchia e paese. In tal modo il senso di appartenenza alla comunità cristiana era “automatico” grazie al fatto di risiedere tutti nello stesso paese con relazioni molto strette tra le famiglie. Oggi questa struttura sociale non c’è più e con essa è venuto meno il senso e la scelta di appartenenza alla parrocchia, alla comunità cristiana.
Dobbiamo dunque ripartire da qui: non possiamo più accontentarci di relazioni fragili, spesso solo “utili”, di tipo clientelare (vado in parrocchia quando mi serve qualcosa…). Dobbiamo reagire anche all’individualismo e all’egoismo che tutti un po’ viviamo. Per questo la nostra Comunità Pastorale, come scrivevo alcune domeniche fa, è chiamata a diventare “casa e scuola di comunione” per vivere relazioni fraterne all’interno di essa e favorirle nel contesto civile.
Celebrando oggi la Festa della Comunità (una novità di questi anni che ancora non è stata compresa nella sua importanza e simbolicità) diamo inizio al nuovo anno pastorale volendo mettere al centro dell’attenzione proprio la bellezza di costruire relazioni. Lo faremo celebrando tutti assieme la S. Messa. E poi compiendo un percorso tra varie realtà che nei nostri paesi cercano di costruire relazioni e socializzazioni: a partire dall’Oratorio con i nostri adolescenti che sono stati a Lampedusa questa estate; gli asili, primo luogo di socializzazione secondaria, le Pro Loco, il nostro CSI VIS, le due cooperative che promuoveranno un nuovo progetto di housing sociale alla Benedetta. Anche il pranzo condiviso è un bel momento per stare assieme. Nel pomeriggio ascolteremo la testimonianza di chi vive la realizzazione di un sogno di fraternità nell’esperienza di “Nomadelfia” (=dove la fraternità è legge).
È una nuova tappa per la nostra Comunità Pastorale che inizia il suo diciottesimo anno di vita (sebbene diventi “maggiorenne”, è però ancora una “neonata”). Il cammino prosegue ora con più decisione nell’impegno a rispondere alla vocazione fondamentale della Chiesa che è quella di vivere la comunione e la missione: annunciare il Vangelo di Gesù, unico nostro salvatore, attraverso legami fraterni in obbedienza al comandamento dell’amore. Spero di vedervi alla festa!