La Parola del Parroco
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14 Settembre 2025
Entrando nelle case, di solito nuove o appena ristrutturate, delle famiglie che chiedono il Battesimo per il figlio neonato (o di pochi anni…), noto che in esse spesso manca il crocefisso o un segno religioso (un’immagine della Madonna o di qualche santo…). Vero è che, essendo accolto nella sala, non posso sapere se essi sono presenti negli altri ambienti (magari in camera…). Se non ci fossero in nessun locale, potrebbe essere una dimenticanza oppure una difficoltà nel trovare un crocefisso che si collochi bene nello stile del salotto moderno o altrove…Il fatto mi ha indotto a pensare che sarebbe bello regalare un crocefisso al Battesimo. Anche perché il primo segno che viene fatto, nei Riti di Accoglienza della celebrazione Battesimale, è proprio quello di tracciare sulla fronte del battezzando il segno della croce, il segno distintivo dei discepoli di Gesù, Crocifisso e Risorto per la nostra salvezza.
Questi pensieri mi sorgono perché oggi la Chiesa celebra la Festa della Esaltazione della Santa Croce; anche il nostro Rito Ambrosiano, molto severo nel dare priorità al Giorno del Signore, quando le feste dei santi cadono di domenica (e che allora “slittano” nei giorni seguenti), la celebra perché è “festa del Signore”. Infatti non idolatriamo uno strumento di morte (sarebbe assurdo e anche macabro) ma onoriamo il mistero che proprio sulla croce è accaduto, un mistero d’amore, come ci dice oggi Gesù nel Vangelo: «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna». E riferendosi ad un episodio occorso durante l’Esodo, l’invito del Signore è di vedere e credere nel Crocefisso per essere raggiunti da quell’amore che dona vita senza fine.
Sarebbe quindi importante che in ogni casa di una famiglia cristiana ci sia un crocefisso (oltre poi, certo, ad altre immagini sacre…) così che durante la giornata si possa dare uno sguardo a Gesù e rinnovare la nostra fede in Lui e la nostra identità cristiana con l’impegno ad amare come Lui. Per l’educazione alla fede dei bambini è una “occasione” preziosa, perché la loro curiosità (“Mamma, chi è quell’uomo? Perché è messo così?...”) può innescare un dialogo attraverso i loro insistenti “perché?” che diventano una catechesi fatta di semplici spiegazioni. Ad esse i bambini sanno rispondere con genuine considerazioni (“Povero Gesù…chissà quanto dolore…”) o con commoventi gesti di affetto (un bacio o una carezza al Crocefisso) che sono una lezione di fede anche per noi adulti!