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07 Settembre 2025
Tra voi, però, non sia così: è il titolo della proposta del nostro Arcivescovo per il nuovo anno pastorale che domani viene inaugurato con una solenne celebrazione in Duomo, nel giorno della sua festa essendo dedicato a Maria Nascente. Il titolo riprende parole di Gesù che troviamo nel Vangelo secondo Marco: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Mc 10,42-45). C’è una originalità nei discepoli di Gesù, nei cristiani, come sottolinea più volte mons. Delpini nell’introduzione, anche nel vivere il potere e l’autorità. Diversamente da come succede nel mondo (e anche in questi nostri giorni, purtroppo, ne siamo testimoni) il potere non è dominio e oppressione, ma è servizio.
Perché l’Arcivescovo tratta di questo tema così particolare? Perché con esso vuole invitare la nostra Chiesa ambrosiana e quindi anche la nostra Comunità, ad attuare lo stile del Sinodo celebrato dalla Chiesa universale in questi anni. Scrive: «La “sinodalità” è una delle espressioni della comunione che porta a scelte condivise e autorevoli. La conversione alla quale lo Spirito chiama la nostra Chiesa diocesana e ciascuno è per vivere la vita cristiana proprio attraverso la docilità al mandato missionario». Questo tempo della vita della Chiesa ci chiede di discernere, con docilità allo Spirito, quali cambiamenti è necessario attuare. Lo si è fatto anche attraverso lo strumento del Sinodo. Ma si è compreso che esso non è solo un processo straordinario perché nella “normalità” della vita ecclesiale le scelte vengono prese “dall’alto”, da chi ha il “potere”, dal papa, dai vescovi e dai preti. Piuttosto, scrive l’Arcivescovo «è tempo ora di portare il Sinodo in casa, come una docilità allo Spirito, come un principio di riforma dell’essere Chiesa per essere missione, come stile, come procedure». Ascolto dello Spirito e spinta missionaria grazie alla comunione di tutto il popolo di Dio: è quello che deve vivere oggi la Chiesa.
Avremo modo di leggere insieme il testo di mons. Delpini e anche il Documento Finale del Sinodo universale, a cui la proposta pastorale rimanda. Senza falsa modestia, devo riconoscere che nella nostra Comunità, a partire dal Consiglio Pastorale, abbiamo già iniziato ad appropriarci dello stile sinodale e quindi speriamo di renderlo “ordinario” per vivere e annunciare il Vangelo.