La Parola del Parroco
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31 Agosto 2025
Nei giorni scorsi, trascorrendo un periodo di riposo, ho potuto visitare anche paesi dell’Abruzzo segnati dal terribile terremoto del 2016. Il paesaggio ora vede la presenza di molte gru, segno che tanti cantieri sono stati avviati per la ricostruzione degli immobili danneggiati o la edificazione di nuovi, con maggiore attenzione ai requisiti antisismici. È il segno della volontà di rimettere a nuovo i paesi terremotati perché tornino ad essere popolati, garantendo sicurezza, e visitati con le loro bellezze.
Se penso alla nostra Comunità Pastorale all’inizio di un nuovo anno sociale, anch’essa presenta un panorama di cantieri aperti (o da aprire) che forse un po’ impressiona. Dopo il terremoto della pandemia che ha scosso anche la Chiesa facendo crollare situazioni che già presentavano crepe o che non potevano più reggere all’urto del cambiamento di un’epoca, abbiamo avviato opere di (ri)edificazione di alcuni ambiti della vita della nostra Comunità, consci che non basta un restauro di facciata. In tale impresa, non certo facile, ci deve guidare il Piano Pastorale che il Consiglio Pastorale ha elaborato lo scorso anno per il prossimo quadriennio. È stato pubblicato anche sull’ultimo numero de il Venegonese. Esso deve essere il punto riferimento per ciascuno e per tutti i gruppi (formali o informali) presenti nella nostra Comunità.
Il Consiglio Pastorale ci chiede di interiorizzare questo progetto perché ogni intento, ogni scelta e ogni attività della Comunità siano vissuti per fare di essa – come è scritto – “una casa e una scuola di comunione” dove si vive la fraternità in Cristo e la si favorisce nei nostri paesi. È una sfida, soprattutto se teniamo in considerazione non solo il panorama di un mondo segnato dalle guerre, ma anche il dilagare tra noi dell’individualismo che ha sfilacciato anche il nostro tessuto ecclesiale.
Affido quindi alle vostre preghiere i cantieri aperti o da aprire nella nostra Comunità e l’impegno a mettere in pratica quello che ci chiede il Piano Pastorale. Lo affidiamo anche all’intercessione del nostro protettore, il beato cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, che ieri abbiamo ricordato nella liturgia e che ricorderemo nella S. Messa delle ore 18.00 domenica prossima a Venegono Inferiore (alla cui partecipazione invito tutti gli operatori pastorali). Nel dopoguerra, quando c’era molto da ricostruire, soprattutto nei cuori delle persone e dell’umanità, il santo pastore diede vita a tante iniziative per alleviare la povertà e i disagi di molti. Ci aiuti dal cielo a edificare ancora la nostra Chiesa perché corrisponda alla sua missione nel mondo.