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04 Maggio 2025
Alcuni mi hanno chiesto in questi giorni chi sarà, secondo me, il prossimo papa. Oltre a voler conoscere la mia opinione, forse c’era anche la supposizione che, essendo prete, possa sapere qualcosa di più di quanto riferiscono i giornali… Evidentemente non ho informazioni più attendibili rispetto a quanto tutti sanno. Devo ammettere che mi crea un po’ di fastidio non tanto l’interesse mediatico all’imminente conclave, quanto le interviste che alcuni ecclesiastici rilasciano circa quello che dovrebbe fare il prossimo Vescovo di Roma. Come mi ha detto una persona molto semplice e umile: chi sarà eletto, sarà il papa da amare e da seguire, chiunque sia.
In questi giorni è stato rilanciato un film, Conclave, che narra le fasi di elezione di un nuovo papa, mettendo in luce più i giochi “politici”, le strategie umane, le manovre oscure. Forse qualcosa di tutto ciò può effettivamente accadere. Dobbiamo tenere presente che tra i porporati che siederanno al cospetto del michelangiolesco “giudizio universale, non tutti si conoscono (per questo si svolgono le “congregazioni”, le riunioni in questi giorni “novendiali”). Quindi molta influenza avranno i “grandi elettori”, cioè i porporati più conosciuti e considerati più autorevoli nell’indicare “un papabile”.
Noi però siamo invitati ora a pregare perché i cardinali che si chiuderanno nella Cappella Sistina per eleggere il successore di Pietro, si lascino guidare dallo Spirito santo che soffia sempre. Come scriveva un nostro teologo: «Lo Spirito Santo è per definizione il principio della novità, che vuole far nuove tutte le cose, sempre. L’elemento variabile nella Chiesa, che cambia il suo volto nei diversi periodi, non è quindi lo Spirito Santo, ma è la libertà del popolo di Dio, cioè la “docilità”, la “fedeltà” allo Spirito Santo, e correlativamente l’indocilità/l’infedeltà da parte della Chiesa, che è un popolo, “il popolo di Dio”, costituito da persone che fanno la Chiesa precisamente nella loro relazione personale, autentica, profonda o meno, con lo Spirito Santo» (mons. G. Colombo).
Che cosa mi auguro personalmente? Non ho l’identikit del papa più idoneo a guidare la Chiesa nei prossimi anni. Ho solo il desiderio che i cardinali sappiano ascoltare lo Spirito che parla anche attraverso il popolo di Dio, attraverso il gregge che è a loro affidato nelle varie parti del mondo (pensando alla variegata provenienza dei porporati), nella consapevolezza umile che – come insegnava papa Francesco – il popolo di Dio ha il suo “fiuto” che aiuta anche il pastore a trovare i sentieri giusti che conducono alla vita.