La Parola del Parroco
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12 Gennaio 2025
Anche quest’anno il Gruppo Liturgico propone di pregare, nelle Ss. Messe del mese di gennaio, per la pace citando, continente per continente, i paesi in cui è in atto una guerra, una rivolta, conflitti interni tra fazioni, atti terroristici. Lo stiamo già facendo con costanza tutti i giorni per l’Ucraina e per il Medio Oriente. Tuttavia non dobbiamo dimenticare i tanti conflitti presenti nel mondo, che costituiscono – secondo papa Francesco – una “terza guerra mondiale a pezzi”. Abbiamo celebrato a Capodanno la Giornata Mondiale di preghiera per la pace e vogliamo estendere a tutto questo mese (ma anche a tutto l’anno) questa preghiera.
A leggere il lungo elenco degli stati in guerra o in subbuglio, ci viene da dire con il nostro Arcivescovo (nella proposta pastorale di quest’anno): “Basta con la guerra”! Mons. Delpini esprime in modo incalzante questa insofferenza: “Basta con le atrocità che si commettono in tante parti della terra! Basta con le ferite inguaribili che segnano la vita di persone e di popoli! Basta con il risentimento e l’odio che si radicano nell’animo delle persone! Basta con lo sperpero scandaloso di immense risorse per distruggere! Basta con l’angoscia per il futuro! Basta con l’incapacità di intravedere vie d’uscita, possibilità di tregue e di pace”.
Non basta però l’indignazione o il senso di impotenza davanti al perseverare dei conflitti, nonostante la nostra continua preghiera. L’Arcivescovo infatti ci invita ad educarci alla pace perché “La pace non può essere desiderata solo come una rassicurazione egoistica di coloro che temono di essere disturbati nella loro tranquillità o impoveriti delle risorse necessarie per il loro benessere. L’educazione alla pace deve piuttosto incidere nel proporre una visione del mondo, della storia, delle persone che ispiri l’opera di riconciliazione tra i popoli, che offra motivazioni convincenti per edificare la coscienza e le opere della fraternità”. Elenca poi alcune azioni da mettere in atto in questa direzione.
Mi permetto di aggiungerne una che possiamo vivere nella nostra vita quotidiana: evitiamo le polemiche e affrontiamo le questioni problematiche con il dialogo (faccia a faccia, non via Whatsapp, mail, Facebook..) per cercare il chiarimento, l’intesa e il perdono. Non facciamo cassa di risonanza ai malumori, alle lamentele sterili, attraverso il chiacchiericcio, la mormorazione, il “parlare alle spalle”. Mettiamo da parte i toni aggressivi come reazione a tutto ciò che giudichiamo istintivamente come una aggressione personale. Impariamo ad essere miti e uomini di pace!