La Parola del Parroco
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25 Gennaio 2014
È
ancora possibile dire che la famiglia è la cellula della società?
Forse è più un auspicio che una realtà, vista la frammentarietà della società
in cui viviamo. Certamente, però, la società in cui viviamo riflette la
condizione delle famiglie che la compongono. Si potrebbe dire: dimmi che
famiglia vuoi, e ti dirò che famiglia sei. Vuoi una famiglia dai contorni
indefiniti? Anche la società conoscerà legami fragili.
Vuoi una famiglia con una chiara identità? Anche la società mostrerà un carattere forte, non per sottolineare le diversità ma per stabilire legami autentici capaci di sostenere tutti. Pensiamo agli anelli di una catena: ciascuno in sé dimostra una sua robustezza, ma tutti insieme creano legami che diventano strumento di sostegno e di solidarietà.
Oggi
più che mai, perciò, credo sia importante parlare di "vocazione"
della famiglia nella società: è la vocazione a radicarsi sempre più nel
progetto di Dio, che ha nella famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe il suo
modello, ma è anche la vocazione a creare legami di fraternità, di sostegno
reciproco, di apertura solidale nei confronti di tutte le altre famiglie,
soprattutto le più deboli.
Più che di cellula, anche a proposito della famiglia dobbiamo usare l'immagine
evangelica del seme. La famiglia, e soprattutto la famiglia cristiana, è
deposta nel cuore della terra come piccolo seme da cui possa fiorire un albero
grande, fatto di legami di fraternità e di comunione.
La comunità cristiana, anzitutto, dovrebbe essere questo: una comunità di famiglie, un grande albero, con tanti rami su cui possano prender posto altri "nidi" d'amore, dalle giovani famiglie in cerca di punti di riferimento, fino alle famiglie che vivono particolari momenti di difficoltà.
In
ogni caso vivere "in spirito di famiglia" vuol dire superare quella
prospettiva individualistica che è uno dei mali più evidenti della nostra
società, e che va combattuto con determinazione perché è contro ogni logica
evangelica.
L'auspicio, dunque: che le nostre famiglie siano seme di fraternità, anelli
forti di una catena di solidarietà, rami sicuri su cui tutti possano trovare
rifugio e sostegno.