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04 Febbraio 2024
Nella prima domenica di febbraio da quasi cinquant’anni la Chiesa italiana celebra la “Giornata per la Vita”. Con essa siamo invitati a riflettere sulla vita umana, dal suo nascere al suo morire, per comprenderne ulteriormente il valore e per vigilare con attenzione su eventi e ideologie che vogliono sminuire o negare quel valore. Della “vita nascente” parla anche il nostro Arcivescovo nella usa proposta pastorale di quest’anno (Viviamo di una vita ricevuta) al cap. IV: Il dono della vita. Scrive: «I genitori sperimentano che la vita è dono, cioè un mistero che la descrizione scientifica contribuisce a rendere più affascinante perché non riduce il processo a un meccanismo, ma piuttosto ne esalta lo stupore. Diventare mamma, diventare papà è una grazia: la vita si rivela vocazione, dono e responsabilità». Non dobbiamo sorvolare, superficialmente, su questa espressione «la vita è dono» perché non è scontata né condivisa da tutti. In una società che promuove la cultura dell’individualismo ed esalta i diritti individuali sopra (e contro) quelli degli altri, molti sono portati a ritenere che ciascuno è fautore della propria vita e, assurdamente, che la vita ce la si è data da soli. È un individualismo che sfocia poi nell’egoismo di chi si chiude alla generazione della vita perché i figli impegnano e costano e non permettono di “godersi” la vita.
Per questo mons. Delpini invita le nostre Comunità a contrastare questa deriva: «Il prendersi cura dell’accompagnamento alla vita di coppia deve prevedere dinamiche concrete che sviluppino il desiderio della fecondità come dimensione imprescindibile della relazione coniugale, che non si chiude nella procreazione, ma si apre a tante altre forme (adozione, affido, dedizione educativa)».
Con il Consiglio Pastorale si è deciso di formare una commissione che aiuti a trovare modalità concrete per questa cura, sostenendo quanto già viene fatto (penso al Movimento per la Vita) o progettando attività nuove (come per es. un Consultorio di ispirazione cristiana, a livello decanale). Certamente ciascuno può già fare la sua parte nell’aderire con chiarezza agli insegnamenti della Chiesa, senza ambiguità. I vescovi italiani nel messaggio per questa Giornata scrivono: «Per i credenti, che guardano il mistero della vita riconoscendo in essa un dono del Creatore, la sua difesa e la sua promozione, in ogni circostanza, sono un inderogabile impegno di fede e di amore». Per questo non possiamo accettare l’aborto volontario diretto né l’eutanasia, ma essere vicini a chi vive drammi personali e si sente solo per sostenere sempre la vita.