La Parola del Parroco
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24 Settembre 2023
Viviamo oggi la Festa della Comunità: vogliamo iniziare assieme il nuovo anno pastorale con le sue attività e iniziative. È una novità. Una mia detrattrice che mi ha scritto una lettera “anonima” mi ha chiesto: che cosa è questa modernità? Le rispondo da queste colonne perché non so chi sia (ma prego per lei). È il desiderio anzitutto di ritrovarci nella celebrazione dell’eucaristia che rinsalda i vincoli di unione e di fraternità tra le due parrocchie che compongono la nostra Comunità Pastorale da 15 anni. Insieme vogliamo ringraziare il Signore per il dono della fede che ci è stata trasmessa dalle generazioni passate e che siamo chiamati a testimoniare a partire dalla comunione tra noi.
Soprattutto in questo tempo in cui prevalgono gli individualismi, si è perso il senso di appartenenza alla comunità (non solo ecclesiale), sono amplificati dai massmedia i conflitti, sono più che mai vere le parole di San Giovanni Paolo II al termine del Grande Giubileo del 2000: «Fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione: ecco la grande sfida che ci sta davanti nel millennio che inizia, se vogliamo essere fedeli al disegno di Dio e rispondere anche alle attese profonde del mondo» (Novo Millennio Ineunte, n. 43). Sono passati quasi 25 anni (ci stiamo già preparando al prossimo Giubileo) e forse non abbiamo ancora accettato questa sfida!
In secondo luogo, la Festa della Comunità alla quale spero partecipino gli operatori pastorali e coloro che più partecipano alla vita della Comunità (senza bisogno di un invito scritto!), ha l’intenzione di far incontrare le varie generazioni. Non più quindi soltanto una festa di apertura dell’anno oratoriano, ma anche festa con tutti: dai nonni ai ragazzi. L’occasione può essere quella del pranzo condiviso ma anche, quest’anno, l’ascolto delle testimonianze dei giovani che hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù a Lisbona. La lamentela verso le giovani generazioni è un luogo comune che porta spesso a ignorare la presenza di giovani che hanno preso sul serio il proprio cammino di fede e si avviano all’età adulta. Abbiamo un’occasione per metterci in ascolto di quello che vogliono raccontarci: non perdiamola!
Forse non abbiamo programmato nulla per attirare le folle a questa festa, ma credo poco ai “fuochi d’artificio” che durano il tempo di una forte emozione. Credo invece alla volontà di partecipare ad una festa perché si vuole condividere la gioia della fraternità e dell’amicizia e di camminare assieme per tutto l’anno.