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04 Giugno 2023
Una delle preghiere cristiane tradizionali è il Gloria, preghiera rivolta alla Trinità che oggi celebriamo. Infatti, si rende gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo. È una preghiera che purtroppo non viene più insegnata e che i bambini, i ragazzi e gli adolescenti non conoscono. Per le festività di Natale l’abbiamo riportata sul retro della consueta immaginetta proprio con l’intento di farla conoscere visitando le famiglie dei ragazzi dell’Iniziazione cristiana. In effetti molti non la conoscevano. Speriamo che in questi mesi l’abbiano imparata!
Non so quanto sia vero, ma mi era stato detto che in origine questa preghiera era formulata diversamente, così: Gloria al Padre per mezzo del Figlio nello Spirito santo. Il testo sarebbe poi stato cambiato in seguito alle eresie che negavano l’uguaglianza tra le Persone divine. Al di là della veridicità di tale notizia, è certamente suggestiva questa espressione. Infatti ricalca altre preghiere liturgiche. Le orazioni principali sono quasi tutte rivolte a Dio Padre e concludono: Per Gesù Cristo, tuo Figlio… nell’unità dello Spirito santo. La stessa acclamazione alla fine della Preghiera Eucaristica ha lo stesso “schema”: Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a Te, Dio Padre Onnipotente, nell’unità dello Spirito santo…
Che cosa ci suggerisce ciò? Quando preghiamo, spesso non facciamo distinzione tra le persone della Trinità. Ci rivolgiamo a Dio, a Gesù (e ai santi). Dovremmo anzitutto rivolgere le nostre preghiere a Dio Padre. Come ci ha insegnato Gesù stesso con il Padre nostro. Preghiamo infatti come figli che si rivolgono al loro Padre, per chiedere di vivere da figli che fanno la sua volontà, cioè amare come Gesù ci ha insegnato.
Nel medesimo tempo dobbiamo avere la consapevolezza che il mediatore di ogni nostra preghiera a Dio (e di ogni azione divina) è principalmente Gesù Cristo, il Figlio di Dio. Per mezzo di Lui infatti possiamo rivolgerci al Padre. Siamo stati resi figli “adottivi” per mezzo di Gesù Cristo. Lui è il “pontefice” cioè “colui-che-fa-da-ponte” tra noi e il Padre.
Infine ogni nostra preghiera non può che avvenire “nello Spirito santo” come ho ricordato domenica scorsa: è Lui che ci aiuta a pregare.
Se recitiamo il Gloria nella sua (presunta) forma antica, la nostra preghiera sarà più profondamente cristiana perché la Trinità in cui crediamo non è una formula teologica, ma una comunione d’amore che si è rivelata a noi in Gesù e nella quale siamo chiamati a vivere per sempre.