La Parola del Parroco
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02 Aprile 2023
Sebbene il racconto evangelico dell’entrata di Gesù a Gerusalemme, alla vigilia della sua passione, morte e risurrezione, può indurre a pensare che tutta la gente presente attorniasse il Signore, osannandolo con rami di ulivo e palme, molto verosimilmente oltre ai suoi discepoli pochi furono quelli che si accorsero del suo arrivo e la folla probabilmente salutava tutti quelli che in quei giorni si recavano alla Città santa per la festa ebraica di Pasqua. Quindi Gesù giunse a Gerusalemme tra l’indifferenza dei più.
Anche la settimana santa che oggi iniziamo e che il Rito Ambrosiano invita a chiamare “settimana autentica” perché è la settimana che è al cuore della nostra fede ed il clichè di tutte le settimane dell’anno, sarà vissuta da molti nell’indifferenza, pur battezzati. Saranno contenti i nostri ragazzi di poter fare vacanza da giovedì in poi, senza capire il perché e di ricevere in dono l’uovo di Pasqua, senza capirne il senso simbolico.
Certamente a seguire Gesù nel suo ingresso a Gerusalemme furono i suoi dicepoli anche se, scrive l’evangelista Giovanni, «sul momento non compresero queste cose; ma, quando Gesù fu glorificato, si ricordarono che di lui erano state scritte queste cose e che a lui essi le avevano fatte». Mi auguro che a seguire Gesù in questa settimana, ad essere presenti alle solenni celebrazioni che ci permettono di rivivere gli eventi centrali della nostra fede, ci siano tutti coloro che nella nostra Comunità svolgono un servizio. Senza giudicare la fede di tutti quelli che saranno assenti ai riti, ritengo che tutti quelli che si mettono al servizio della Comunità debbano prendervi parte perché rinnovino la motivazione, la risposta alla chiamata, il senso della propria disponibilità rivivendo il “servizio” reso dal Signore a tutti gli uomini con il dono della sua vita, nel segno dell’amore. E se tutti i cristiani sono chiamati ad amare come Gesù ci ha amato e quindi a mettersi al servizio gli uni degli altri («lavatevi i piedi gli uni gli altri» comandò Gesù dopo aver lavato i piedi ai Dodici apostoli), soprattutto quelli che vivono la propria fede anche in un servizio alla Comunità devono lasciarsi “lavare i piedi dal Signore”, lasciarsi raggiungere dal suo amore. È un lavacro che purifica i cuori da ogni tentazione di protagonismo, di orgoglio, di prevaricazione, di disimpegno. È un’obbedienza che trasforma la generosità in gratuità, che riporta al centro del proprio servizio ciò che è più importante: crescere nella fede in Colui che è morto e risorto per noi e per ogni uomo.
Buona settimana santa!