La Parola del Parroco
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26 Marzo 2023
La consapevolezza di essere peccatori che hanno bisogno sempre di perdono la rinnoviamo anche con la preghiera del Padre nostro: “Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori” con cui chiediamo al Padre di toglierci i peccati che ci impediscono di amare come Lui ci chiede nella consapevolezza che da soli non siamo capaci di vincere il male che sempre ci tenta e ci sconfigge. Per questo noi non possiamo mai dire di non avere peccati. Come si esprime esplicitamente san Giovanni apostolo nella sua prima lettera: «Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità».
Nelle prossime settimane ci sarà l’occasione di accostarsi al Sacramento della Riconciliazione (confessione) in preparazione alla S. Pasqua. Invito tutti a sentire l’appello del Signore a riconciliarsi con Lui, superando la tentazione di ritenersi “senza peccato” (solo la Madonna era Immacolata!) e vivendo con calma questo appuntamento. Nello stesso tempo invito ad asternersene chi già si confessa spesso per peccati veniali per un eccesivo scrupolo.
La coscienza di essere peccatori può essere vivificata anche da una preghiera (detta “preghiera del cuore”) che si può ripetere spesso al ritmo del respiro: nell’inspirazione «Signore Gesù Cristo», e nell'espirazione: «Abbi pietà di me». Sebbene respirare sia esercizio vitale meccanico, pregando con quelle parole (le stesse di Kyrie, eleison) possiamo però concentrarci di più, anche quando stiamo camminando o facendo altro, ripetendola continuamente. Così, scrive mons. Delpini, “Insieme con la professione di fede che riconosce che Gesù è Signore, il fedele riconosce la propria condizione di peccatore, di miserabile e invoca misericordia.