La Parola del Parroco
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04 Dicembre 2022
Sono interessanti alcuni dati della sua vita. Era nato nel 339 (o 340) nell’odierna Treviri, in Germania, da una famiglia della nobiltà romana che da alcune generazioni era cristiana. Qui il padre era prefetto del pretorio delle Gallie. Ambrogio Aurelio fu iscritto tra i catecumeni ma non ricevette subito il Battesimo, come si usava a quei tempi in cui si rimandava la celebrazione di questo sacramento in tarda età…! A Roma compì i suoi studi per seguire la carriera amministrativa del padre. Esercitò i primi anni la professione di avvocato nell’odierna Sremska Mitrovica in Serbia. Nel 370 fu nominato governatore dell’Italia Annonaria per la provincia romana “Aemilia et Liguria” con sede a Milano.
In quegli anni la Chiesa di Milano viveva una divisione interna tra ariani e cattolici. Si arrivava anche alle mani per difendere le “proprie” chiese dai tentativi di incendiarle da parte degli avversari. Ad Ambrogio, per la sua abilità di mediatore, capitava di dover intervenire per ristabilire l’ordine e riappacificare gli animi. Anche nel 374, alla morte del vescovo di Milano Aussenzio, ariano, durante l’ennesimo parapiglia per scegliere il successore, Ambrogio arrivò in chiesa per calmare la folla. Narra il suo biografo che un bambino tra la folla improvvisamente gridò: “Ambrogio vescovo!” e tutti, cattolici e ariani, si unirono a questo grido, riconoscendo in lui una persona onesta e degna di stima. Nonostante le sue forti resistenze, Ambrogio dovette cedere alla volontà dei milanesi e nel giro di una settimana fu battezzato e ordinato vescovo il 7 dicembre 374. Morì nel 397.
Ho voluto fare alcuni accenni alla storia del nostro Santo Patrono perché solitamente del passato e dei cristiani dei primi secoli abbiamo un’idea positiva in base alla quale giudichiamo negativamente il presente. Pensando ad Ambrogio, che ha girato l’Europa per la sua formazione e professione; che, giovane in carriera, è stato eletto vescovo non ancora battezzato e senza aver mai fatto catechismo (ha dovuto imparare tutto da vescovo pur supponendo che la mamma gli avesse insegnato le preghiere e l’ABC della fede), guardo i giovani di oggi che – rispetto alla fede – riteniamo spesso lontani e indifferenti. Eppure il Signore non smette di agire nei loro cuori e attraverso di noi se sappiamo nutrire simpatia e stima nei loro confronti, se sappiamo aiutarli a trovare le ragioni per vivere e forse anche per credere.