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06 Novembre 2022
Siamo giunti all’ultima domenica dell’anno liturgico. Domenica prossima ne inizierà uno nuovo con il Tempo di Avvento. L’anno liturgico ci ha fatto rivivere la vita di Gesù, dalla sua attesa fino all’effusione dello Spirito santo sulla Chiesa inviata al mondo. È stato scandito dalle solennità del Signore, a partire da quella della Pasqua, la “festa che dà origine a tutte le feste”, come si esprime la liturgia di quel giorno, dalle feste della Madonna e dei santi; dai giorni feriali nei quali non è mai mancata la celebrazione dell’Eucaristia. Dunque c’è un calendario con date precise che ritmano la quotidianità e sono per i credenti un punto di riferimento nello scorrere del tempo.
Dobbiamo però riconoscere che questo “calendario” per molti cristiani non rappresenta più un riferimento per la programmazione della propria vita famigliare impostata spesso senza calcolare la partecipazione alle varie celebrazioni, Anzi, il fatto che alcune feste siano anche riconosciute tali dallo stato, così da esonerare dal lavoro e dalla scuola, porta solo a pensare all’opportunità che esse a volte offrono di creare “ponti”; come l’ultimo per la solennità di Tutti i Santi. Sono quindi occasioni per “staccare”, come si dice, dallo stress quotidiano, di fare gite anche in luoghi artistici. Mi chiedo se chi ne ha approfittato, organizzando una breve vacanza abbia anche calcolato dove e quando andare alla celebrazione della S. Messa… C’è da riflettere sulla gestione del nostro tempo. Credo che se esso è vissuto solo “per se stessi” (lavoro e svago) e non si dà tempo a Dio, sarà difficile dare tempo agli altri, soprattutto per chi ha bisogno, per esempio nel volontariato.
La fine di questo anno liturgico ci pone ogni volta questa domanda: la celebrazione della vita di Gesù nelle varie feste mi ha aiutato a diventare un po’ più cristiano, ad essere più conforme a Lui? La domanda diventa più precisa, se pensiamo che opportunamente la nostra Diocesi colloca in questa domenica la Giornata della Caritas e dei poveri. È quindi da chiedersi: ho imparato un po’ di più a vivere il comandamento dell’amore vivendo un’operosa carità?
La pagina evangelica di oggi, la parabola del cosiddetto “giudizio finale”, ci ricorda quanto diceva San Giovanni della croce: “Alla sera della vita saremo giudicati sull’amore”. Se ogni fine d’anno facciamo il bilancio di quello che abbiamo vissuto, anche al termine dell’anno liturgico è necessario interrogarsi se abbiamo imparato ad essere più caritatevoli. Potremmo parafrasare la parabola del Vangelo odierno, immaginando che il Signore possa dichiarare: “ogni volta che avete dato tempo ad un bisognoso, lo averte dato a me”.