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03 Novembre 2013
Il buon seme del vangelo è una proposta, che reclama la risposta libera delle persone. Vale la pena riportare integralmente il paragrafo della lettera che parla della libertà come realtà decisiva.
“Gesù ama la nostra libertà e la pro–voca chiamandola a decidersi per Lui. Di fronte a Lui nessuno può evitare una scelta – aprirsi o chiudersi -, rivelando così la propria giustizia o iniquità. Ma attenzione, questa mescolanza di apertura e di chiusura è presente nel cuore di ciascuno di noi: grano e zizzania crescono insieme! In ogni uomo e in ogni situazione bene e male sono mischiati: occorre sempre vigilare. Il buon seme donato gratuitamente da Gesù a ciascuno di noi domanda il coinvolgimento esplicito della nostra libertà per diventare grano. Il Signore, infatti, attrae e non sottomette, esalta la libertà e la coinvolge per farla maturare. Egli non semina con inganno, come il nemico, mentre tutti dormono”.
Il buon seme del Vangelo è una proposta franca, non è subdola come la proposta del maligno, chiede un confronto a viso aperto.
Il buon seme è una parola chiara che non possiamo non udire se solo impariamo a guardarci un po’ dentro, e a cui non possiamo non dare risposta.
Il buon seme è una proposta di “vita buona” diversamente dal seme del maligno. Ma proprio perché è una proposta, per crescere ha bisogno del nostro impegno; senza di noi il seme non cresce, ma non per questo non esiste. È un po’ come se rimasse ibernato nel cuore di ciascuno di noi. Per fiorire ha bisogno di un raggio di sole che lo faccia sbocciare, e questo raggio di sole può essere un incontro, una lettura, una esperienza fatta. Quando questo raggio di sole si affaccia sulla finestra della nostra vita bisogna coglierlo al volo: lì inizia il nostro cammino con Gesù, il nostro cammino di libertà e di vita vera.