La Parola del Parroco
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27 Marzo 2022
Se c’è un ambito in cui la Chiesa ultimamente risulta essere “antipatica” è quello del suo insegnamento sulla famiglia. Quando essa predica il Vangelo (cioè la buona notizia) della famiglia spesso incontra critiche sia dall’esterno di essa che al suo interno. Si attacca la Chiesa e si invoca la laicità dello Stato che non deve essere influenzato da essa. Evidentemente la Chiesa si rivolge ai credenti ma nello stesso tempo ritiene che il suo insegnamento sulla famiglia possa giovare anche alla società. E non credo azzardato affermare che essa sia quasi l’unica oggi a difendere la famiglia. Da che cosa?
Il nostro Arcivescovo nella sua proposta pastorale, nel terzo capitolo in cui parla della libertà della Chiesa, indica un pericolo per la famiglia e per la società: «L’individualismo rischia di essere il principio indiscutibile dei comportamenti e quindi anche il criterio per organizzare la vita sociale e le sue leggi». È un individualismo che invoca la libertà di fare quello che si vuole. Se ciò fosse legittimato in tutti gli ambiti della società, verrebbe meno il senso del bene comune che è non è la somma di ogni “bene di ciascuno”, ma il bene della società stessa e quindi di ciascuno di coloro che la compongono.
Certamente il Vangelo della Famiglia contrasta l’individualismo. Infatti, scrive mons. Delpini, «La visione cristiana della vita, dell’uomo e della donna, della vicenda personale e della storia del popolo considera invece centrale la famiglia, i legami affidabili, la riconoscenza come principio intergenerazionale, la fecondità come bene comune e promessa di futuro, l’educazione delle giovani generazioni come responsabilità ineludibile della famiglia e, in supporto alla famiglia, delle istituzioni e di tutti i “corpi intermedi”». Da questo punto di vista è da rileggere, anche per la sua attualità ciò che disse il card. Martini su “politica e famiglia” nel “discorso di S. Ambrogio” del 2000.
Al di là dei discorsi però è importante che il Vangelo della famiglia sia gioiosamente testimoniato dalle nostre famiglie perché soprattutto i giovani possano essere incoraggiati a costruire la propria famiglia senza timore sapendo che Dio stesso dona il suo aiuto e sostegno. Nello stesso tempo la nostra Comunità deve aiutare le giovani famiglie con la stima, la solidarietà e la preghiera. Anche l’esperienza dei Gruppi Famigliari, come evidenziato in occasione della Festa della Santa Famiglia, è un’occasione propizia per camminare insieme e incoraggiarsi a vicenda. Oggi a Varese si vive un appuntamento in preparazione all’Incontro Mondiale delle Famiglie che si terrà a Roma in giugno. Per questo evento preghiamo e ad esso prepariamoci!