La Parola del Parroco
Home > La Parola del Parroco > La Parola del Parroco del 13 Marzo 2022
13 Marzo 2022
In questo “tempo forte” della Quaresima, rinnovo l’invito alla lettura della proposta pastorale del nostro Arcivescovo (Unita, libera, lieta) per questo anno pastorale. Ripropongo per le domeniche di Quaresima in questa pagina, i pensieri espressi da mons. Delpini nel terzo capitolo della proposta, titolato: «Nel mondo, ma non del mondo»: la chiesa libera.
A introdurre nella riflessione sulla libertà che come Chiesa siamo chiamati a vivere, l’Arcivescovo invita anzitutto a riflettere sulla vocazione dell’umanità a diventare fraternità. Rileggendo questo primo paragrafo, ne scopro la drammatica attualità in queste ore. Il conflitto in Ucraina infatti, in modo più accentuato rispetto ad altre guerre, mostra ancor più l’urgenza ad adoperarci per costruire la fratellanza universale da parte di noi cristiani che crediamo nel Dio Padre di tutti.
Il riferimento esplicito è all’enciclica di Papa Francesco Fratelli tutti. Efficacemente - per noi oggi - mons. Delpini esordisce scrivendo: «L’umanità non può sopravvivere se non diventa una fraternità». Lo dobbiamo affermare con forza anche se noi, discepoli di Gesù, purtroppo diamo una contro-testimonianza a causa della divisione dei cristiani e all’interno delle stesse Chiese come sta avvenendo tra quella ortodossa russa e ortodossa ucraina. Tuttavia ciò non deve impedire di annunciare il Vangelo ed essere costruttori di concordia e di pace.
Un ambito in cui noi possiamo già attuare ciò è quello del “buon vicinato” a cui mons. Delpini aveva dedicato un discorso alla società civile per la solennità di S. Ambrogio. A volte i rapporti con i vicini di casa sono segnati da litigi, dispetti, maleducazione, arrivando anche a liti giudiziarie. Nello stesso tempo ci sono invece rapporti vissuti all’insegna della solidarietà non solo per la vigilanza contro tentativi di furto, ma soprattutto nell’aiuto reciproco (sperimentato da molti al tempo dei lockdown) e nella cordialità, attraverso il saluto e l’interessamento discreto. Sarebbe bello in questa Quaresima impegnarsi a migliorare le relazioni con in vicini di casa.
Concludo riportando l’ultimo paragrafo di estrema attualità: «I signori della guerra, le persone e le organizzazioni avide di guadagni a prezzo della schiavitù e dello sfruttamento della terra non vinceranno. Certo, però, faranno molti danni. Noi tutti, insieme, uomini e donne di buona volontà, ci ostiniamo a seminare pace, a edificare fraternità, a praticare una prossimità rispettosa e generosa verso tutti, specie coloro che sono considerati insignificanti, gli scarti del sistema». Preghiamo per la pace!