La Parola del Parroco
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20 Ottobre 2013
C’era una volta la "Milano da bere" (ma Milano era il simbolo di tutta la società di allora). Erano gli anni Ottanta, i tempi del benessere economico, della città come luogo di divertimento e del rampantismo politico (questo aspetto non si è ancora esaurito). Gli anni degli investimenti, delle speculazioni e dell'edificazione selvaggia. Gli anni in cui tutto sembrava alla portata di mano. Che siano stati gli anni delle "cicale”?
Oggi Milano non è più da bere, ma da dissetare. La crisi ingoia da tempo le attività produttive, le famiglie sono sempre più in difficoltà, un certo modello di vita, quello della moda griffata e della ostentazione del denaro, sembra non essere più appagante.
È una Milano che chiede aiuto, sotto tutti i punti di vista, umani, morali, anche economici. Ė una Milano che ha bisogno di liberarsi da quella patina di apparenza di cui si è rivestita, dalla superficialità e, perché no, anche dalla falsità, per riandare alle sue radici. È una Milano che ha bisogno di rimettere in evidenza ciò che è essenziale. Eppure questa Milano, e questo mondo in cui viviamo, sono il “campo che chiede di essere pensato come il luogo in cui ogni uomo e ogni donna possano rispondere al loro desiderio di felicità” (Lettera pastorale).
Il Duomo che oggi è al centro della nostra liturgia ci dice che cosa è essenziale: il nostro rapporto con Dio, quel Dio che ha piantato la sua tenda in mezzo a noi e che ha stretto alleanza con gli uomini per mezzo di Gesù. Se non fosse abusata, diremmo che la città degli uomini ha bisogno di ritrovare le sue radici cristiane.
L'Arcivescovo nella lettera pastorale di quest'anno
dice che "la cattedrale è sentita ed
amata come la casa di tutti i milanesi. Il Duomo è tuttora emblema della nuova
Milano e casa degli antichi e nuovi milanesi".
Ci stringiamo, dunque, intorno al Duomo, non semplicemente per una
questione affettiva, ma perché è il simbolo di quella sorgente, mai esaurita, a
cui ogni uomo e donna può abbeverarsi per ritrovare la vera acqua che disseta,
che da freschezza al cuore, che da nuova energia per affrontare la vita.