La Parola del Parroco
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“Il campo è il mondo”
13 Ottobre 2013
Papa Francesco ha definito la
Chiesa, con una immagine provocatoria, un "ospedale da campo dopo la
battaglia".
È un’espressione illuminante anche per comprendere come è il mondo in cui il Signore invia i suoi discepoli. È un campo segnato da mille ferite e mille dolori. Non ha i solchi regolari tracciati dall'abilità umana, ma presenta i segni più o meno profondi delle guerre, delle divisioni, delle incomprensioni. Su queste ferite il discepolo di Gesù si china non semplicemente come un volontario animato da buona volontà, ma con il cuore stesso del buon samaritano, con il cuore di Dio. Dentro questi solchi del cuore umano il discepolo di Gesù non versa solo olio e vino, ma depone il seme stesso della vita di Dio: è il seme della sua Parola che illumina e conforta; è il seme di quei gesti d'amore che sostengono la speranza di una vita nuova, di una vita eterna, perché viene direttamente da Dio, e raggiunge ogni uomo, in qualsiasi situazione si trovi.
L'albero della carità fiorito nel corso dei secoli dentro la comunità cristiana conosce molte ramificazioni proprio per questo, perché ogni ferita ha bisogno di essere curata con una attenzione particolare: le ferite delle malattie, le ferite dell'emarginazione, le ferite delle divisioni famigliari, le ferite degli abbandoni e delle solitudini, le ferite delle violenze di ogni tipo ... Ciascuna di queste ferite ha sempre trovato nella comunità cristiana qualcuno che se ne facesse carico: penso a San Giovanni Bosco, a San Giuseppe Cottolengo e a tanti altri "modelli di carità" anche dei nostri giorni. Ma a noi cristiani non basta "fare la carità" e rispondere colpo su colpo alle esigenze che di volta in volta emergono nella società in cui viviamo. Noi cristiani abbiamo bisogno di un "cuore" da cui trarre la linfa vitale che ci permette di accogliere ogni uomo perché prima che un bisognoso è un uomo, e questo cuore è l'amore di Dio: l'amore di Dio che ci ha afferrato, l'amore di Dio che ci ha cambiato, l'amore di Dio che "ci spinge" verso i fratelli perché altri ne facciamo esperienza.
Il mondo è ferito, la Chiesa è un ospedale da campo, ma non dimentichiamo che prima di tutto questo mondo ha bisogno dell'amore di Dio: quando l'uomo incontra l'amore di Dio apre il cuore alla speranza e ritrova l'autenticità delle relazioni con i fratelli.