La Parola del Parroco
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25 Aprile 2021
La Chiesa in questa domenica celebra la
“Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni di speciale consacrazione”.
Siamo invitati a pregare perché ci siano ancora uomini e donne, giovani o non
più giovani, che rispondano “Sì” alla chiamata del Signore a donare tutta la
loro vita a servizio del Vangelo. Ci sono oggi ancora persone disponibili a
fare questo? Papa Francesco nel suo messaggio per questa Giornata invita a
guardare a San Giuseppe, essendo nell’anno a lui dedicato, perché ciascuno viva
la sua vita come vocazione e per decidersi di consacrarsi totalmente al
Signore. Il papa individua tre parole chiave nella vita Santo patrono di tutta
la Chiesa. La prima è “sogno”. «Tutti nella vita sognano di realizzarsi. Ed è
giusto nutrire grandi attese, aspettative alte che traguardi effimeri – come il
successo, il denaro e il divertimento – non riescono ad appagare». San Giuseppe
«attraverso i sogni che Dio gli ha ispirato, ha fatto della sua esistenza un
dono». Se da una parte i sogni di San Giuseppe ci dicono che Dio parla con
mitezza attraverso i nostri sentimenti e i nostri pensieri, dall’altra i sogni
portano ad andare oltre ai calcoli e ai progetti personali per osare qualcosa
di più per la propria vita fidandosi di Dio.
Una seconda parola è “servizio”. «Il servizio, espressione concreta del dono di sé, non fu per San Giuseppe solo un alto ideale, ma divenne regola di vita quotidiana». Egli era pronto “a dare una mano” e in questo divenne «la mano protesa del Padre celeste verso il suo Figlio in terra». Così pure noi siamo chiamati «a essere le mani operose del Padre per i suoi figli e le sue figlie». È prendersi cura degli altri, sentendocene custodi. O facciamo come Caino che rispose al Signore: «Sono io forse il custode di mio fratello»?
Una terza parola: “fedeltà”. San Giuseppe «nel silenzio operoso di ogni giorno persevera nell’adesione a Dio e ai suoi piani». E visse tutto ciò nella pazienza di capire, di discernere, di scegliere per aderire ogni giorno alla volontà di Dio. Così «la vocazione, come la vita, matura solo attraverso la fedeltà di ogni giorno».
Dunque la domanda iniziale si precisa così: ci sono oggi ancora giovani, uomini e donne che vogliono sognare, prendersi a cuore i fratelli e perseverare nella scelta vivendo al fatica del quotidiano? Forse dobbiamo rispondere anzitutto pensando a noi: siamo capaci di vivere queste tre parole? Solo un contesto di vita cristiana quotidiana ispirata da questa triade può permettere il sorgere di vocazioni che fanno di queste tre parole la chiave di tutta una vita. Preghiamo certo per le vocazioni di speciale consacrazione, ma anche impariamo di più a sognare, a penderci a cuore i nostri fratelli e a rimanere fedeli alle scelte che abbiamo fatto.
Una seconda parola è “servizio”. «Il servizio, espressione concreta del dono di sé, non fu per San Giuseppe solo un alto ideale, ma divenne regola di vita quotidiana». Egli era pronto “a dare una mano” e in questo divenne «la mano protesa del Padre celeste verso il suo Figlio in terra». Così pure noi siamo chiamati «a essere le mani operose del Padre per i suoi figli e le sue figlie». È prendersi cura degli altri, sentendocene custodi. O facciamo come Caino che rispose al Signore: «Sono io forse il custode di mio fratello»?
Una terza parola: “fedeltà”. San Giuseppe «nel silenzio operoso di ogni giorno persevera nell’adesione a Dio e ai suoi piani». E visse tutto ciò nella pazienza di capire, di discernere, di scegliere per aderire ogni giorno alla volontà di Dio. Così «la vocazione, come la vita, matura solo attraverso la fedeltà di ogni giorno».
Dunque la domanda iniziale si precisa così: ci sono oggi ancora giovani, uomini e donne che vogliono sognare, prendersi a cuore i fratelli e perseverare nella scelta vivendo al fatica del quotidiano? Forse dobbiamo rispondere anzitutto pensando a noi: siamo capaci di vivere queste tre parole? Solo un contesto di vita cristiana quotidiana ispirata da questa triade può permettere il sorgere di vocazioni che fanno di queste tre parole la chiave di tutta una vita. Preghiamo certo per le vocazioni di speciale consacrazione, ma anche impariamo di più a sognare, a penderci a cuore i nostri fratelli e a rimanere fedeli alle scelte che abbiamo fatto.