La Parola del Parroco
Home > La Parola del Parroco > La Parola del Parroco del 28 Febbraio 2021
28 Febbraio 2021
Gesù «desiderando con ardente amore portarla a salvezza, le accendeva nel cuore la sete di Dio». Così pregheremo con le parole del Prefazio in questa domenica. Sono parole che commentano il noto episodio evangelico che caratterizza la seconda domenica ambrosiana, quello dell’incontro di Gesù con la samaritana al pozzo. Il dialogo, che prende spunto dalla inusuale richiesta di Gesù, giudeo e maschio, di essere dissetato da parte della donna di Samaria, conduce questa a riconoscere che chi ha sete è lei: sete di amore, sete di salvezza, cioè di senso pieno e definitivo di vita, sete di Dio. Vorrei che la nostra Comunità fosse capace, come Gesù, di accendere nel cuore delle persone questa sete di Dio! Riecheggiano nel mio cuore le parole ascoltate da San Giovanni Paolo II rivolte alla fiumana di giovani a Roma Tor Vergata nel 2000 in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù: «In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare.…». Come far capire ciò ai molti, non solo giovani, che vivono senza Dio? A volte ho l’impressione che con la nostra pastorale continuiamo a erogare acqua in abbondanza (dai sacramenti alle occasioni di preghiera) ma pochi hanno sete e quindi non sanno che cosa farsene. Nello stesso tempo mi interrogo se sono capace di comprendere quale sete patiscono coloro che sono praticamente atei e che sembrano condurre una vita felice. Ormai da tempo, ascoltando e leggendo riflessioni sulla crisi del “cristianesimo” e delle parrocchie, sento ripetere l’appello a mettersi maggiormente in ascolto dell’uomo di oggi perché la nostra pastorale (dalla liturgia alla catechesi) è ancora impostata su un’idea di uomo che non è più attuale, nelle nostre terre segnate dal benessere. Vorrei allora che questo tempo di pandemia che ci ha costretti a chiudere molti “rubinetti”, ci aiutasse ad apprendere la capacità di Gesù di condurre le persone che incontrava a desiderare la salvezza che lui offre. Nell’episodio della samaritana apprendiamo qualche “strategia”: avere tempo per gli altri, osare nel fare il primo passo (un giudeo maschio che dialoga con una donna samaritana!); mostrare all’altro ciò di cui si ha “bisognoso” («Dammi da bere»), dialogare, non avere paura della verità («hai avuto cinque mariti…»), non temere di affrontare temi profondi (la questione dell’adorazione di Dio)… Forse è un’arte da imparare e quindi è necessario iniziare ad esercitarsi lasciandoci ammaestrare dalla Parola di Dio e dallo Spirito di Dio.