La Parola del Parroco
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31 Gennaio 2021
Il racconto evangelico di questa domenica ha come protagonista ha Santa Famiglia che oggi festeggiamo; e con essa anche le nostre famiglie. Gesù con Maria e Giuseppe vanno in pellegrinaggio a Gerusalemme per la festa di Pasqua. È la più importante delle tre feste ebraiche, insieme a quella di Pentecoste e delle Capanne, nelle quali si poteva vivere il pellegrinaggio annuale nella capitale del regno giudaico. L’episodio noto dello smarrimento di Gesù da parte dei suoi genitori, può creare un po’ di sconcerto per la “leggerezza” di Giuseppe e Maria che al momento ripartire per tornare a casa non si preoccupano di verificare la presenza del dodicenne Gesù. Tuttavia lo stile di vita delle famiglie di allora li giustifica: si viveva in clan famigliari tra parenti stretti, per di più appartenenti tutti al piccolo villaggio di Nazareth. Bisogna forse riandare con la memoria alle nostre vecchie corti per immaginare quella “famigliarità” nella quale i figli di una coppia erano i figli di tutti e ci si aiutava nell’accudire e vigilare su tutti i bambini. Maria e Giuseppe dunque ritenevano come già in altre situazioni che il piccolo Gesù fosse con gli amici e le loro famiglie.
Oggigiorno è molto difficile che ciò avvenga sia per una maggiore attenzione e cura verso i figli, sia per una minore solidarietà tra famiglie. Tale solidarietà è ciò che dovremmo tornare a ricostruire. In certa misura la pandemia in atto ha costretto a riscoprirne la bellezza in concrete forme di aiuto reciproco per far fronte ad alcune necessità basilari (come fare la spesa per la famiglia dei vicini chiusi in casa per una quarantena). C’è un’altra forma significativa di solidarietà che è quella dell’ascolto reciproco attraverso cui condividere le riflessioni sul vissuto di coppia, di genitori, di famiglia, segnato da gioie e fatiche, da problemi e da risorse. È ciò che sperimentano i nostri “Gruppi Famigliari” che anche in questo tempo di pandemia si “ritrovano” online; famiglie che si sostengono a vicenda per affrontare le fatiche causate dalle restrizioni; per non perdere di vista altri aspetti importanti della vita cristiana che rischiano di essere dimenticati perché concentrati (o distratti?) sulla pandemia. Mi piacerebbe che questa esperienza potesse vedere più adesioni con la volontà di mettersi in gioco, di parlare con altri dei propri vissuti famigliari (e così parlarne in coppia e in famiglia), di accogliere e di donare consigli, di stringere nuove amicizie.
Prego la Santa Famiglia perché custodisca tutte le nostre famiglie, soprattutto quelle che vivono un momento di difficoltà; perché consoli le famiglie segnate da un lutto; perché incoraggi i giovani a decidersi di celebrare il Sacramento del matrimonio; perché faccia anche della nostra Comunità una grande famiglia sempre più unità nell’amore reciproco.