La Parola del Parroco
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01 Novembre 2020
Nella “Lettera per l’inizio dell’anno pastorale” del nostro Arcivescovo, ci sono offerti alcuni spunti per vivere la solennità di Tutti i Santi e la Commemorazione di tutti i fedeli defunti in questo anno così particolare. Scrive mons. Delpini: «È anche l'occasione per recuperare la memoria della vita della comunità, che la morte vorrebbe cancellare decretando il finire nel nulla di quelli che hanno scritto la storia passata. I credenti, invece, sanno che la morte è vinta e che la comunione dei santi è il contesto più vero della nostra vita terrena ed eterna». In questi mesi, soprattutto nella parrocchia di Venegono Superiore, abbiamo salutato figure significative per la nostra Comunità e per i nostri paesi. Uomini e donne che hanno saputo costruire la Comunità vivendo appieno la loro appartenenza ad essa, mettendosi a disposizione per i vari servizi ma soprattutto sapendo intessere relazioni profonde. E le affollate assemblee ai loro funerali ne sono state la prova. Hanno saputo costruire quella “Gerusalemme celeste” cioè quella città nuova di cui è anticipo la Chiesa, la nostra Comunità in cui sappiamo vivere il comandamento di Gesù e diventiamo “amici” perché sappiamo donare la vita per gli altri. Hanno saputo vivere la “comunione dei santi” che è anzitutto la relazione tra i credenti nella verità dell’amore; una relazione che va oltre i rapporti terreni perché comunione eterna. Così noi sentiamo ancora la loro benefica presenza e ci sentiamo accompagnati e protetti. Desideriamo non dimenticare il loro esempio, anche se ora è più difficile trovare chi raccolga il loro testimone. Sarebbe bello che chi ha conosciuto la vita di questi nostri amici, trovi le modalità di raccontarla ai più giovani.
L’Arcivescovo poi ci invita a promuovere la conoscenza dei santi che sono di casa a Milano, “terra di santi”. Esemplificando, cita due “santi” milanesi del nostro tempo: l’adolescente Carlo Acutis (recentemente beatificato) e Armida Barelli. Due figure “moderne” che ci testimoniano la possibilità di vivere la santità nelle vicende attuali del nostro tempo, immersi nella realtà e nello stesso tempo capaci di novità. Invito a conoscerne la vita e le opere per lasciarsi provocare, per lasciarsi entusiasmare desiderando di vivere e agire come loro che ci parlano di una santità “a portata di mano”, mi verrebbe da dire. Nella generale disaffezione alla lettura, abbiamo forse perso la bella abitudine di leggere le vite dei santi. Eppure troveremmo tanta consolazione nel conoscere uomini e donne non così diversi da noi e nello stesso tempo capaci più di noi di credere e vivere il Vangelo. Invito a chiedere ai nostri santi di farci sentire la loro vicinanza che ci sostenga in questi tempi difficili e di infonderci speranza e fiducia nel Padre che non ci abbandona.