La Parola del Parroco
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25 Ottobre 2020
Con questa domenica concludiamo il ciclo delle celebrazioni delle Prime Comunioni e delle Sante Cresime (e anche dei Battesimi). Il Signore ha abbondantemente riversato sulla nostra Comunità i suoi doni: l’Eucaristia e il suo Spirito. Come ho detto in ogni celebrazione, la pandemia ci ha costretto a non vivere i consueti cammini di catechesi per preparare i nostri ragazzi a vivere con maggiore consapevolezza i sacramenti dell’Iniziazione Cristiana. E tuttavia li abbiamo celebrati con la maggiore evidenza che Dio veramente dona per suo amore, senza calcoli, senza soppesare i meriti (o i demeriti). E inoltre i suoi doni non solo beneficano che li riceve ma anche l’intera Comunità. Nello stesso tempo non dobbiamo dimenticare che i doni del Signore chiedono responsabilità a chi li riceve: quella di farli fruttificare in sé con l’aiuto stesso di Dio, della propria famiglia e della Comunità. Ci attende quindi ora l’impegno ad accompagnare i nostri ragazzi che hanno celebrato i sacramenti dell’Iniziazione Cristiana perché crescano nell’amicizia con Cristo.
Vorrei però ora esprimere la mia riconoscenza ai tanti che si sono resi disponibili per i vari servizi necessari ad una ordinata e bella liturgia nelle varie celebrazioni. Forse con un po’ di “incoscienza” (nel senso di non aver calcolato tutto quello che era implicato) abbiamo scelto di celebrare così le Prime Comunioni e le Sante Cresime in queste cinque (!) domeniche. Tuttavia mi sono commosso davanti a tanta generosità, unione di intenti nel voler garantire belle celebrazioni (visto che già le misure anti-covid costringono ad una certa sobrietà), spirito di sacrificio. Mi sono detto: che bella Comunità! L’ho detto anche ai genitori dei ragazzi presenti alle varie celebrazioni: se le hanno gustate, vissute e gradite, devono dire grazie ai volontari e impegnarsi a dare anche loro una mano! Voglio quindi esprimere la riconoscenza di tutta la Comunità alle catechiste, al servizio d’ordine (ai giovani di Venegono Inferiore e agli Alpini e volontari di Venegono Superiore), agli organisti e ai cantori, ai chierichetti e ai sacristi, al servizio di sanificazione. Spero che tutti, pur nella fatica del ritmo incalzante di queste domeniche, abbiamo vissuto la gioia di mettersi a disposizione della Comunità e del Signore stesso.
La semplicità, il clima di raccoglimento, la concentrazione nella preghiera, la commozione delle famiglie, presenti unite in chiesa, ci hanno persuaso che questa modalità di celebrare questi sacramenti, anche se più impegnativa, tuttavia forse è la più adatta per far vivere la festa ma anche l’ordinarietà della vita sacramentale, soprattutto nella presenza alla S. Messa domenicale. C’è quindi l’intenzione di riproporla nel prossimo anno.