La Parola del Parroco
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04 Ottobre 2020
Durante l’emergenza «L’impossibilità di riunirci come Chiesa per celebrare l’Eucaristia ci ha fatto condividere la condizione di tante comunità cristiane che non possono celebrare la Messa ogni domenica. In questo contesto, la domanda che Dio pone: “Chi manderò?”, ci viene nuovamente rivolta e attende da noi una risposta generosa e convinta: “Eccomi, manda me!” (Is 6,8). Dio continua a cercare chi inviare al mondo e alle genti per testimoniare il suo amore, la sua salvezza dal peccato e dalla morte, la sua liberazione dal male (cfr Mt 9,35-38; Lc 10,1-12)». Parto da questo paragrafo del messaggio di papa Francesco per la prossima Giornata Missionaria mondiale, per condividere qualche pensiero all'inizio di ottobre. È un mese tradizionalmente dedicato ad una attenzione maggiore al tema della missione (in particolare verso chi non conosce ancora Gesù e il suo Vangelo). e alla recita del Santo Rosario. Effettivamente durante il lockdown, molti hanno sentito la mancanza della Santa Messa domenicale, rimediando con la visione di quelle trasmesse in TV. Diverse famiglie hanno anche accolto la proposta di una preghiera in casa con i sussidi predisposti dalla nostra Diocesi. Se abbiamo sofferto per questa mancanza in uno stretto arco temporale, come soffrono le comunità in terre di missione dove questa situazione è “normale” perché non ci sono preti? Se da una parte per esse è consuetudine vivere la domenica celebrando una Liturgia della Parola presieduta solitamente da un catechista laico, dall'altra ora che abbiamo condiviso la medesima “mancanza” come non sperare che anche per loro ci sia la possibilità di celebrare più spesso l’eucaristia grazie alla presenza di un sacerdote? E quindi: non siamo maggiormente interpellati perché anche dalla nostra Comunità Pastorale siano inviati missionari, giovani e non, che rispondano alla chiamata di Dio, che dicano il loro “Eccomi” a Dio? Scrive ancora il papa: «In questo contesto, la chiamata alla missione, l’invito ad uscire da sé stessi per amore di Dio e del prossimo si presenta come opportunità di condivisione, di servizio, di intercessione. La missione che Dio affida a ciascuno fa passare dall’io pauroso e chiuso all’io ritrovato e rinnovato dal dono di sé». Ci sia da sprone padre Maurizio che ripartirà per l'Uganda a vivere il suo ministero di missionario. Ci ricordi che c’è bisogno di chi annunci il Vangelo a chi ancora non lo conosce; di chi celebri l’Eucaristia alla domenica per rinnovare il sacramento della Nuova Alleanza, il sacramento dell’amore fedele di Dio che ci mette in grado di vivere il comandamento dell’amore per rinnovare l’umanità.