La Parola del Parroco
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30 Agosto 2020
Con questa domenica riprendiamo la pubblicazione di questo foglio informativo. Quali informazioni dare, visto che il perdurare della pandemia prolunga le misure restrittive che impediscono di programmare le consuete attività che segnano la ripresa di un nuovo anno pastorale? Alcune informazioni essenziali ci sarebbero da fornire, che – sebbene già comunicate alle Ss. Messe e sui siti internet e social – è bene ripetere perché non tutti ne sono a conoscenza. E quindi le riportiamo perché siano diffuse.
Oltre alle necessarie informazioni, ritengo opportuno però rivolgere parole di incoraggiamento e di speranza. Siamo chiamati tutti a camminare ancora in questa “valle oscura” che è la pandemia e noi, credenti, camminiamo con la fiducia che il Signore è con noi e non dobbiamo temere alcun male. Nutriamo tutti la speranza che l’emergenza finisca e che il virus sia sconfitto, almeno nella sua pericolosità. Tuttavia non dobbiamo abbassare la guardia nel mettere in atto tutte le misure che servono per non diffondere il virus, misure che conosciamo bene. Anche come Chiesa e Comunità, per quanto riguarda le nostre attività, ci impegniamo a seguirle con scrupolo (forse più di altre realtà!). Nello stesso tempo dobbiamo chiedere al Signore di metterci alla scuola di questo tempo per apprendere ciò che esso ci sta insegnando della nostra vita e dell’umanità. Dato che ci è chiesta la pazienza di viverlo così come è e non si può fare altrimenti, dobbiamo evitare il rischio di solo “sopravvivere” o di “vivacchiare” nella vana illusione di “tornare come prima”. Per questo è importante che troviamo modalità per raccontarci come abbiamo vissuto e stiamo vivendo questa situazione, al di là dei discorsi scontati e banali. Per fare ciò è necessario riflettere su noi stessi, sulla nostra famiglia, sulla cerchia delle persone che frequentiamo e identificare sentimenti, pensieri, comportamenti che possono diventare un aiuto ad altri, nuova saggezza del vivere al pari di quella che, sedimentata in proverbi e aneddoti, è capace di illuminare scelte, stili di vita. Poi dobbiamo trovare “luoghi” e momenti in cui raccontarci tutto ciò. Può essere una serata tra amici, uno scritto sui social (così da evitare banalità), una lettera/mail anche indirizzata alla parrocchia.