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12 Aprile 2020
È possibile in questa situazione di pandemia, formularci gli auguri per questa Santa Pasqua che non possiamo vivere come dovremmo per celebrare la “festa che dà origine a tutte le feste” (così diremo nella liturgia della S. Mesa odierna)? Sì perché la gioia della Pasqua è dono del Risorto che vive in noi. Gli auguri che vi facciamo sono quelli che il nostro Arcivescovo ci ha inviato. Cristo è risorto! Alleluia!
Erano chiuse le porte,
quel giorno, il primo della settimana.
Dietro le porte chiuse
abitavano discepoli spaventati:
erano chiusi i pensieri, non solo le porte;
era corto lo sguardo,
era triste il volto,
era arido il cuore,
era spenta la speranza.
La sera di quello stesso giorno, il
primo della settimana,
il primo della vita nuova
venne Gesù.
Anche dietro le porte chiuse
si celebra l’incontro:
lo sguardo riconosce nella gloria del Risorto
il compimento dell’amore crocifisso.
Venne Gesù:
il cuore si apre alla grazia,
il volto si dispone alla gioia,
lo sguardo si allarga alla missione fino ai confini del mondo,
la storia sbagliata è avvolta dalla grazia del perdono.
E la speranza! Ah, la speranza non si trattiene in angusti confini,
è speranza di vita eterna!
Viene Gesù, anche quest’anno
il primo giorno della settimana
mentre sono chiuse le porte,
la fede riconosce il Signore,
la casa ospita la gioia.
E la speranza! Ah, la speranza!
Don Roberto, Don Luca, Christian e Massimo