La Parola del Parroco
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16 Giugno 2013
Oggi le nostre eucaristie saranno animate dalla presenza dei missionari Comboniani.
Ci ricordano che il mondo è ancora un vasto campo di annuncio di Gesù e del suo Regno.
Ci ricordano anche che la missione è compito di tutti i cristiani, e non solo di qualcuno che ha la vocazione del missionario.
La loro presenza alle nostre eucaristie ci ricorda anche che il "cuore" della missione è proprio l'Eucaristia. È dall'Eucaristia che si parte per la missione, e se le nostre eucaristie non accendono in noi il fuoco della missione rischiano di essere gesti esteriori, non l'incontro con Gesù vivo che scalda i nostri cuori e ci spinge fuori dai nostri cenacoli.
Nella prossima settimana, nel Consiglio Pastorale della Comunità, cominceremo a riflettere anche sul "mandato" che il nostro Arcivescovo, il Card. Angelo Scola" affida a tutte le comunità cristiane della Diocesi per il prossimo anno. È un mandato missionario che ha questo titolo: "IL CAMPO È IL MONDO". Ci ricorda che siamo chiamati a uscire dalle nostre chiese, ad andare incontro agli uomini, ad "abbattere i bastioni" che ci separano dagli altri, a entrare negli ambienti della vita dell'uomo per portare lì dentro il seme del Vangelo, la proposta della "vita buona del Vangelo", la testimonianza della bellezza e della pienezza di vita contenuta nell'affidare la vita a Gesù.
È lo stesso invito che più di una volta abbiamo sentito da Papa Francesco, l'invito a uscire verso le periferie del mondo, consapevoli che periferia è tutto ciò che noi teniamo fuori dalla nostra vita, magari anche il nostro vicino di casa.
Lasciamo risuonare in noi la parola forte di Papa Francesco: "Una chiesa che non esce fuori da se stessa presto o tardi si ammala nell'atmosfera viziata delle stanze in cui è rinchiusa. ...
È vero che uscendo può incorrere in un incidente, ma preferisco mille volte di più una chiesa incidentata che ammalata".
Questo vale anche per i singoli cristiani, e vale anche per tutti gli uomini. È solo uscendo da se stessi, nella relazione con gli altri, nello scambio di doni, nella testimonianza e nella comunicazione di ciò che si ha di più prezioso, che scopriamo la nostra stessa identità, di uomini e di credenti.
Lasciamoci provocare, perciò, dalla testimonianza di chi ha speso la vita nel campo della missione universale. Sosteniamo l'impegno dei nostri missionari con la preghiera, la solidarietà concreta e, perché no, attraverso l'impegno della missione vissuta da ciascuno di noi nella realtà quotidiana in cui è chiamato a vivere.