La Parola del Parroco
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16 Giugno 2019
Il mistero della SS. Trinità che oggi celebriamo ci rivela che noi crediamo in un Dio unico che è comunione di tre persone: Padre e Figlio e Spirito santo. E quindi se l’uomo è fatto ad immagine di Dio, l’uomo è fatto per la comunione, il credente è chiamato alla comunione con Dio nella vita della Chiesa. Non siamo fatti per essere singoli e individui ritenendo che la relazione con gli altri un optional. L’uomo, nella visione cristiana, è uomo in relazione (anche perché da una relazione nasce!) e ciò è una sua caratteristica essenziale. Se quindi noi che crediamo in un Dio trinitario non possiamo essere individualisti e impostare la nostra vita come se fossimo gli unici al mondo riducendo le relazioni con gli altri soltanto a qualcosa di utile; così che, quando una persona non “serve” più, la si scarta. Papa Francesco spesso denuncia una certa cultura dello scarto, riferendosi ad alcune categorie di persone (penso agli anziani). Oggi siamo chiamati come Comunità cristiana ad essere “casa e scuola di comunione”, come richiamo spesso. San Giovanni Paolo II a tal proposito scriveva: «Spiritualità della comunione significa innanzitutto sguardo del cuore portato sul mistero della Trinità che abita in noi, e la cui luce va colta anche sul volto dei fratelli che ci stanno accanto. Spiritualità della comunione significa inoltre capacità di sentire il fratello di fede nell'unità profonda del Corpo mistico, dunque, come “uno che mi appartiene”, per saper condividere le sue gioie e le sue sofferenze, per intuire i suoi desideri e prendersi cura dei suoi bisogni, per offrirgli una vera e profonda amicizia». Che bello pensare che sul volto dell’altro splende la luce della Trinità! Ciò porta alla comunione che è condivisione: che bello se ciascun membro della nostra Comunità (Chiesa che è Corpo mistico di Cristo) impara sempre più a vedere nell’altro “uno che mi appartiene”, prendendosi cura anche della sua fede! Ringrazio allora tutti coloro che nella nostra Comunità svolgono un servizio alla fede dei fratelli (dato che non è solo compito dei preti!). E faccio un appello perché molti tra noi si interroghino circa la possibilità di candidarsi per far parte del nuovo Consiglio Pastorale che eleggeremo a ottobre. Anche questo è un servizio reso alla nostra Comunità prendendosi a cuore la sua vita, apportando il proprio consiglio nelle scelte che la aiutino a crescere per essere manifestazione della Trinità, della Comunione che salva coloro che credono in Essa e vivono di amore gli uni per gli altri.