La Parola del Parroco
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19 Maggio 2019
In questa domenica i nostri ragazzi e ragazze di quarta elementare celebrano la loro Prima Comunione. Spero che a renderli emozionati – e lo saranno di certo – non sarà tanto l’essere messi al centro di una particolare attenzione da parte dei genitori, parenti e amici attraverso una grande (e costosa) festa e i regali. Mi piacerebbe che questa attenzione i genitori la riservassero ai loro figli anche nella quotidianità e che gli stessi si impegnassero a favorire la partecipazione alla S. Messa ogni domenica affinché la Prima Comunione non sia l’ultima… A volte ho il sospetto che il dispendio per la festa di Prima Comunione (ma anche per il Battesimo e la Cresima) sia lo stratagemma per alleviare il senso di colpa di non riuscire a stare con i propri figli o solo per fare bella figura agli occhi degli altri. E finita la festa ci sia solo la soddisfazione di essersi tolti un “peso” (catechismo, S. Messa domenicale…).
Spero invece che l’emozione nei nostri ragazzi e ragazze sgorghi da un cuore che incontra il Signore Gesù nel dono del suo grande amore per loro: che si sentano amati da Chi è stato disposto a donare la vita per loro, per il loro bene, per la felicità della loro vita! Spero che l’emozione nasca dall’assaporare per la prima volta quel pane eucaristico e di avvertirne subito la fame, il desiderio di poterlo mangiare ancora perché dà energia; l’emozione che nasca dallo sperimentare che l’eucaristia sacramento dell’amore di Dio è forza nel saper amare come Gesù ha insegnato e che, amando il prossimo, si trova la gioia della vita.
Anche per me sarà un’emozione perché per la prima volta da parroco vivrò questo momento significativo per la nostra Comunità che sarà arricchita dalla comunione perfetta anche di questi suoi figli e figlie e, attraverso di loro, sarà maggiore comunione tra noi e con il Signore. Sento la responsabilità di accompagnare questi ragazzi e ragazze, attraverso don Carlo e le loro catechiste (che ringrazio per il loro impegno educativo), a scoprire ancora di più la gioia di essere amati dal Signore, di essere parte di una Comunità, di poter vivere la carità. Sento la gioia di essere sacerdote da venticinque anni principalmente per celebrare l’Eucaristia e così nutrirmi con il popolo di Dio del pane vivo disceso dal cielo che assicura vita eterna, la vita definitiva che già pregustiamo in questa vita terrena perché è quella dei figli di Dio che si amano tra loro e così amano il Padre.