La Parola del Parroco
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05 Maggio 2019
Abbiamo iniziato il mese di maggio che da diversi secoli è indicato come mese dedicato a Maria e alla recita del S. Rosario. In molte nostre case, tra cui quelle che si aprono ad accogliere anche vicini e amici, e nelle nostre chiese ci raduneremo per la tradizionale preghiera alla Madonna. Diventeranno tanti piccoli cenacoli, come quello in cui si radunavano gli apostoli, i discepoli, i parenti di Gesù e sua Madre a pregare e ad attendere il dono dello Spirito santo. Sono espressione della nostra Comunità che rinsalda nella preghiera i rapporti fraterni e Maria, madre premurosa, desidera che i suoi figli siano uniti tra loro e che abbiamo a cuore la reciproca cura della fede, della speranza e della carità. Sappiamo tutti quanto è difficile oggi intessere relazioni tra famiglie sia a livello civile che a livello ecclesiale. È difficile fare Comunità. E non solo per le famiglie che sono venute ad abitare in mezzo a noi e a cui la complessità della vita impedisce di creare relazioni significative in paese; ma anche per quelle relativamente giovani (con genitori dai 50 anni in giù) che spesso sono assenti dalla vita ordinaria della Comunità: dalla S. Messa domenicale, dalle feste, dalle proposte formative o di preghiera. Allora chiedo che tra le intenzioni di preghiera che esprimeremo nella recita del S. Rosario nei vari gruppi e case, ci sia una perché ci siano sempre tra noi più fratelli e sorelle che si prendano a cuore la vita della nostra Comunità, la sua crescita nella comunione fraterna e nella missione di testimoniare il Vangelo. Preghiamo perché ci siano molti che traducano questa cura della Comunità anche nella scelta di impegnarsi nel Consiglio Pastorale e nei Consigli per gli Affari Economici che rinnoveremo nel prossimo mese di ottobre. Lo chiedo ai molti che augurandomi ogni bene per la mia nomina a parroco mi hanno manifestato disponibilità nell’aiuto, assicurandomi di non lasciarmi solo in questo ruolo gravoso. Certo sono sempre più necessari volontari per la gestione concreta dei nostri ambienti e delle nostre attività: la “manovalanza” è sempre richiesta. Tuttavia sono anche preziosi coloro che insieme a noi sacerdoti e a Christian assumano quella corresponsabilità che non è solo dividersi compiti (e relative responsabilità) ma anche e soprattutto discernere assieme su quello che il Signore ci chiede per essere la Chiesa che lui desidera per questo nostro territorio, prendendo decisioni e facendo scelte che poi insieme si sostengono e si attuano.