La Parola del Parroco
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10 Marzo 2019
Iniziamo oggi il tempo di Quaresima che ci prepara a celebrare con fede la Pasqua di Gesù che è l’evento al centro della nostra fede cristiana. Sebbene infatti si dia risalto, in tanti modi, più alla celebrazione del S. Natale, tuttavia sarebbe un grave errore non fare altrettanto (se non di più!) per la S. Pasqua. Cominciamo quindi il cammino quaresimale proponendoci di vivere con intensità i giorni del Triduo pasquale. Come ci ha invitato il nostro Arcivescovo all’inizio di questo anno pastorale, dobbiamo pensare alla nostra esperienza cristiana come ad un pellegrinaggio vivendone la spiritualità. Qualcuno definisce tutta la vita cristiana come cammino verso la Pasqua eterna, cioè verso la gioia della vita piena in comunione con Dio Padre, comunione in cui Gesù, il Figlio di Dio incarnato, ha portato la nostra umanità liberata dal potere della morte e del peccato. Per questo anche la prossima S. Pasqua può essere la meta di un pellegrinaggio che siamo chiamati a compiere in spirito penitenziale ma non per il gusto di fare penitenza in sé e per sé; ma per prendere coscienza maggiormente di ciò che ogni giorno appesantisce il nostro cuore, quel peccato che ci rende schiavi e da cui ci salva solo il Signore nella sua morte e risurrezione. Quando intraprendiamo un cammino a piedi in montagna, siamo consapevoli di non portare troppe cose con noi nello zaino perché ciò renderebbe più faticoso il cammino; dovremmo parlare poco per avere un giusto respiro; non dovremmo mangiare perché la digestione sarebbe difficile… Arrivati alla meta, contenti di averla raggiunta, ci rendiamo conto che si può vivere in modo più semplice e che molte cose (oggetti, parole, cibo…) non sono così necessari. Allora ciascuno di noi scelga una penitenza che possa aiutare a riscoprire la bellezza della fede nel Signore. Forse non è facile e tuttavia per fortuna non siamo soli. In questo pellegrinaggio saremo aiutati a camminare da alcuni testimoni (cfr. il programma all’interno) che ci parleranno del pellegrinare dell’uomo su questa terra. La loro presenza fra noi ci incoraggia a camminare nella fede, non sentendoci soli. Vi invito fin d’ora a essere presenti a questi incontri “quaresimali”, vincendo quella pigrizia che – ahimè – riscontro in molti che disertano troppo facilmente gli appuntamenti serali della Comunità. Auguro a ciascuno di voi di intraprendere con volonterosa letizia il pellegrinaggio che ci condurrà alla gioia della Pasqua di Gesù.