La Parola del Parroco
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24 Febbraio 2019
In questi giorni la cronaca milanese ha raccontato di un brutto episodio di razzismo. È accaduto a Melegnano, a sud di Milano, dove ho vissuto i miei primi setti anni da prete. Il fattaccio ha coinvolto una famiglia che conosco bene e alla quale sono rimasto legato soprattutto dopo la grande tragedia che la colpì: la notte di Natale del 2004, la loro figlia Lucia di 17 anni, dopo essere uscita dalla chiesa al termine della Messa di Mezzanotte, morì schiacciata da un’auto urtata violentemente da un altro mezzo guidato da un uomo in stato di ebbrezza. Il dolore immenso fu lenito nel tempo dalla volontà di colmare quel vuoto lasciato da Lucia aprendo la famiglia all’accoglienza di ragazzi in affido e con l’adozione, tre anni fa, di Bakary, senegalese di 21 anno. Ora questo giovane è stato oggetto di insulti e minacce razziste scritte sul muro della casa dove abita con la famiglia adottiva. Prima “Pagate per questi negri di m...”, poi “Ammazza al negar”, con una svastica. È preoccupante che in una tranquilla cittadina sia successo ciò e che in Italia e in Europa aumentino questi episodi. Pare che la memoria degli orrori del nazifascismo si stia sbiadendo (anzi ci sono tentativi di negazionismo allarmanti) e ritorni quel razzismo che ha generato immani tragedie. A fomentare questa pericolosa amnesia contribuiscono falsi allarmi sulla pericolosità di uomini e donne differenti dagli “italiani” per etnia, religione, status sociale, seminando così paura e odio irrazionali (soprattutto quando la politica rinuncia a parlare al “cervello” e si rivolge alla “pancia” delle persone). Credo sia necessario essere vigilanti e poco tolleranti verso qualsiasi forma di razzismo e verso manifestazioni di discriminazione generalizzata, anche nel caso (peggiore) di chi pensa di agire solo per scherzare (col fuoco). Sono da moltiplicare le occasioni di incontro e di conoscenza personale di coloro che riteniamo diversi; come comunità cristiana dobbiamo favorire percorsi di integrazione, anche senza il sostegno economico pubblico. Sono da silenziare (e quindi non diventare cassa di risonanza) le false notizie urlate che circolano in internet con la demoniaca intenzione di seminare odio. È da sostenere chi vuole impegnarsi a fare “Politica” con la P maiuscola per costruire una città (polis) in cui ognuno può essere libero cittadino.